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Massimo Bordignon (economista): «Non si parla più di debito pubblico»

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Dal dibattito politico è sparito il debito pubblico: anche questo per effetto della crisi pandemica. Lo sottolinea l’economista e docente dell’Università Cattolica, Massimo Bordignon, nell’Osservatorio monetario dedicato allo scenario economico post-covid e l’exit strategy.

«Questo è tanto più sorprendente» aggiunge «alla luce del livello raggiunto dal debito; il debito pubblico italiano negli ultimi 2 anni è aumentato di oltre 300 miliardi di euro ed in rapporto al PIL, al 154% stimato per il 2021, ha raggiunto forse il livello più elevato nella storia del paese in tempi di pace».    

Nonostante gli alti livelli di deficit e debito già raggiunti, il «governo si propone di peggiorare gli indicatori di finanza pubblica per il prossimo triennio, prevedendo una spesa pubblica addizionale per poco più di un punto di Pil in tutti i prossimi tre anni. Il governo appare dunque determinato a correre un rischio calcolato, pur di perseguire una trasformazione dell’attuale forte rimbalzo economico in un processo duraturo di più elevata crescita economica», evidenzia ancora l’analisi di Massimo Bordignon.    

La ragione è che «senza quest’ultima anche l’obiettivo della sostenibilità del debito potrebbe essere rimesso in discussione. Anche ai bassi tassi di interessi attuali, l’eccesso di debito che il paese ha accumulato per affrontare la pandemia, e che accumulerà in futuro per finanziare il Pnrr, non sarà garantito dalla maggiore crescita del Pil, a meno che questa maggior crescita non diventi strutturale». 

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