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Gian Carlo Blangiardo (presidente Istat): «L’emergenza sanitaria ha penalizzato i settori a prevalenza femminile»

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«Come abbiamo indicato nel nostro Rapporto annuale la perdita di occupati determinata dalla crisi è stata di 915mila unità e il livello minimo si è toccato a gennaio. Nei mesi successivi abbiamo visto un moderato recupero e a fine maggio abbiamo registrato 180mila occupati in più rispetto a inizio anno». Così il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, intervenendo alla presentazione del Rapporto 2021 della Fondazione per la Sussidiarietà, in collaborazione con Crisp – Centro di Ricerca – Università di Milano Bicocca, sul lavoro sostenibile.

«L’emergenza sanitaria ha penalizzato di più i settori dei servizi a prevalenza femminile» ha spiegato, «ma in seguito questa componente è riuscita a recuperare, sia pur parzialmente. In prospettiva non mancano segnali positivi. La quota di imprese che hanno assunto nuovo personale tra marzo e maggio è passata dall’1,8% al 4,3%; sono segnali che fanno ben sperare».

«L’altra dinamica importante da seguire nei mesi a venire riguarderà gli sviluppi del lavoro agile. La quota di lavoratori in smart working nelle imprese che lo hanno attivato è passata dal 5% del periodo pre-covid al 47% dei mesi di lockdown di marzo-aprile, per assestarsi intorno al 30% da maggio in avanti», ha concluso.

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