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Il grido di Edoardo Bianchi (Ance): «Del Pnrr non è partito niente. Il mondo delle costruzioni merita rispetto. Il tempo di credere alle promesse è finito»

Il settore delle costruzioni «non può continuare a credere alle promesse a futura memoria che ci fanno». Lo rimarca Edoardo Bianchi, in corsa per la carica di presidente di Ance Confindustria, che dice: «il mondo delle costruzioni merita rispetto. Chi è rimasto in piedi, durante la crisi degli ultimi 15 anni, vuol dire che è un imprenditore a tutto tondo. La mia presidenza punta a un cambio di approccio nei confronti del decisore pubblico». È finito il tempo delle promesse.

Basta promesse

Così Edoardo Bianchi, in corsa per la carica di presidente di Ance Confindustria, sui punti cardine al centro del suo programma per il prossimo quadriennio di presidenza dell’associazione nazionale dei costruttori. «Siamo in una situazione di crisi tale che o si decide» continua Bianchi «che questo settore deve sparire, e noi non siamo d’accordo, o se questo settore è centrale gli si dia in particolare in termini normativi la giusta rilevanza», continua. «Noi non siamo subalterni a nessuno».

La carriera di Bianchi 

Bianchi, romano, è imprenditore di seconda generazione, alla guida della Romana Scavi Srl, attiva dal 1949. La società svolge da oltre 60 anni attività nel settore delle infrastrutture stradali e dell’edilizia civile. E Bianchi è attuale vicepresidente nazionale di Ance, nella squadra del presidente uscente Gabriele Buia, che lascerà entro giugno. «Io arrivo da 6 anni di vicepresidenza nazionale dopo essere stato per altri 5 anni presidente dell’associazione costruttori di Roma. Ho maturato incarichi e ruoli in questi anni in particolare nell’ambito delle relazioni industriali. Adesso si è presentata questa opportunità, con le dovute condizioni, e ho deciso di percorrerla, di fare il passo successivo», sottolinea Bianchi.

Serve esperienza 

Per Bianchi l’esperienza è centrale per concorrere al mandato di presidente nazionale «Io ritengo essenziale essere stato vicepresidente nazionale per potere poi “correre” verso la carica di presidente nazionale. Io 6 anni fa, ad esempio, prima di iniziare questa avventura non avevo la stessa consapevolezza, preparazione, conoscenza che invece ho oggi, dopo l’attività da vicepresidente. D’altra parte, nella storia dell’Ance chi è diventato presidente è stato in precedenza vicepresidente».

15 anni di grave crisi

«Noi veniamo da 15 anni di crisi, di risorse e “normativa”. Il Covid nella sua sciagura ha portato il Pnrr e ci ha portato all’alba di nuovo giorno. Poi improvvisamente tra il Pnrr che non decolla mai e il conflitto in Ucraina veniamo ricacciati indietro. Il settore non ce la fa più». 

Con il boom dei prezzi di materie prime, carburanti ed energia, sottolinea Bianchi, «è inutile girarci intorno: le opere in corso si stanno bloccando e delle opere nuove previste dal Pnrr non è partito niente. È inutile girarci attorno con promesse. Sicuramente la situazione è straordinariamente eccezionale, e quindi serve un intervento subito per riequilibrare la situazione dei prezzi», conclude.

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