“La Commissione Finanze della Camera ha votato ieri notte la modifica del Catasto da tempo preannunciata. È difficile (per non dire assurdo) pensare che tutto sia fatto “a fini conoscitivi”, come dice Draghi, e la storia insegna che nessun politico che abbia a disposizione la via per procurarsi più risorse da utilizzare, non abbia quella via percorso.
Per cui è certo che le imposte sulla casa aumenteranno nel giro di poco tempo”. Così Corrado Sforza Fogliani, presidente Centro studi Confedilizia.
“L’approvazione è avvenuta a marce forzate, come se in un periodo di guerra si potesse considerare urgente un provvedimento che porterà senz’altro all’aumento delle imposte, come detto, considerato che questo è anche ciò che vuole il pensiero unico internazionale e la finanza pure internazionale.
La storia della riforma del Catasto non finisce mai, sempre si dice che verranno abbassate le punte all’insù e verranno alzate solo le punte all’ingiù, ma poi il risultato è sempre quello di un aumento”, aggiunge.
“La verità è che il Catasto è oggi interpretato come macchina per fare soldi. Nell’epoca liberale, il Catasto era invece usato come scopo incentivante della produzione, soprattutto agricola: chi produceva di più, pagava di meno perché voleva dire che aveva messo a coltivazione terreni prima inutilizzati. E produzione in più significa ricchezza in più per tutti.
Oggi, come detto, si perseguono tutt’altri scopi e lo dimostra il solo fatto che il Catasto liberale era un Catasto reddituale (si pagava in base al reddito ricavato e prodotto) e il Catasto che viene revisionato da Draghi è invece un Catasto patrimoniale: si paga sul valore degli immobili. Valore – osserva – che sarà accertato non con sopralluoghi ma con un algoritmo.
L’approvazione è avvenuta con un solo voto di maggioranza e tanto dovrebbe indurre una classe dirigente responsabile a non portare avanti una riforma fondamentale come quella del Catasto con una maggioranza risicata come quella di cui s’è detto.
Ma Draghi andrà di certo avanti. Ed è facile prevedere che, in Aula, porrà la fiducia e metterà quindi in condizione i parlamentari (e soprattutto quelli che vogliono tirare in lungo la legislatura per non andare a casa) di dover votare a favore della revisione (in più) dei valori catastali. Il Parlamento è ormai una finzione”, conclude Sforza Fogliani.








