Auspico da Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, «un appello forte ai lavoratori a vaccinarsi e a rispettare la legge». Queste le parole di Marco Bentivogli, l’ex numero uno dei metalmeccanici Cisl, che aggiunge di sentirsi «profondamente deluso» per il suo «accarezzare una minoranza di no-vax, nascosti dietro il no Green pass».
Il rischio altrimenti è di «abdicare al ruolo educativo e di rappresentanza di tutti del sindacato». Per Bentivogli a guidare le scelte dei sindacati deve essere la sicurezza dei lavoratori, per questo, ritiene, «è giusto che il green pass nelle mense sia obbligatorio», sostiene in un’intervista a QN.
«Nella mensa» articola così la sua affermazione «c’è la stessa prossimità tra le persone che c’è in un ristorante al chiuso». Bentivogli non è solo per il Green pass ma anche per la vaccinazione obbligatoria. «Sia nel 1965 per la polio, sia nel 1973 con il colera» ricorda «i vaccini erano obbligatori: all’epoca si protestava per averli il prima possibile». Secondo il sindacalista sarebbe stato un bel segnale «se le parti sociali in primavera avessero previsto un aggiornamento dei protocolli aziendali con vaccino e Green pass obbligatorio».
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