Nel corso della pandemia, alcuni personaggi impegnati nella promozione della campagna vaccinale e della sicurezza in ambito sanitario, hanno subito un’escalation di intimidazioni e aggressioni. Vittima di una di queste aggressioni è Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive all’Ospedale San Martino di Genova, che dopo numerose altre minacce, lunedì sera è stato aggredito con minacce di morte rivolte a lui e alla sua famiglia.
«Il mio aggressore è stato denunciato direttamente dalla polizia, e anche da me: è la settantesima denuncia che presenta il mio avvocato», spiega Bassetti. «Ero appena rientrato con mia moglie e i miei figli da una breve vacanza in Sardegna. L’aereo è arrivato a Genova alle dieci, alle undici ero a casa. Poi sono uscito per comperare certi piccoli sigari che ogni tanto fumo: c’è un tabaccaio, vicino a casa, aperto fino a tardi. Sto per rientrare e vedo su di me uno sguardo di persona che mi riconosce. Ha cominciato a ricoprirmi di insulti (tralasciamo qui le parolacce) e mi urlava: “I vaccini fatteli tu”. E ancora: “Ti ammazzo”, non mi sono avvicinato a casa e ho tirato dritto, come se non avessi sentito, mentre lui mi gridava: “Girati s…”».
«Così mi aveva istruito la Digos: sono sotto sorveglianza e ho subito chiamato una loro pattuglia di cui ho il numero diretto, senza passare dal 112. In tre minuti sono arrivati. E l’aggressore quando ha sentito le sirene è corso via, ma è stato subito raggiunto dagli agenti. Ho saputo che si tratta di un uomo di 46 anni che è stato portato in Questura».
Ha avuto paura?
«Veda lei! Abito in una zona residenziale di Genova, era piuttosto tardi, anche se in giro c’erano persone che hanno assistito alla scena e sono pronti a testimoniare. Ma soprattutto ero preoccupato per la mia famiglia. Mia moglie e i miei figli erano in casa e hanno sentito le grida. Oggi il più piccolo, che ha 12 anni, è voluto andare via».
Le aggressioni, spiega, sono iniziate «attorno a dicembre dell’anno scorso, quando si sono resi disponibili i vaccini» con «insulti e minacce di morte a me e alla mia famiglia, soprattutto sulla mia pagina Facebook. Poi con lettere anonime indirizzate al mio ospedale, successivamente con telefonate, sempre anonime, alla segreteria dell’ospedale e a mia moglie. Negli ultimi giorni, via Telegram, hanno reso pubblico il numero del mio cellulare: continuo a ricevere messaggi di insulti e minacce», un errore sarebbe considerarli folkloristici e personalistici: al loro interno c’è un po’ di tutto.
«Molte di queste persone sono veri e propri delinquenti, gestiti non si capisce bene da chi: il colore politico non c’entra, a mio avviso. Lo slogan è “andare contro” e il vaccino anti Covid è l’obiettivo principale che hanno scelto. La magistratura e lo Stato, però, devono intervenire: sono fenomeni pericolosi, anche se promossi, alla fine da quattro gatti. Che hanno, purtroppo, molta visibilità».








