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Augusto Minzolini (il Giornale): «Il compito non facile che aspetta il Centrodestra»

Sul Giornale Augusto Minzolini scrive che la vittoria del centrodestra era nell’aria ma ora – avverte – il compito per i protagonisti della nuova stagione – a partire da Giorgia Meloni – non sarà semplice. Anzi, a guardare i numeri dell’economia e la situazione internazionale, i polsi tremerebbero a chiunque.

Visto che non mancherà chi in Italia e fuori scommetterà sulle liti interne e sulla disgregazione della nuova maggioranza, è evidente che l’elemento essenziale per durare sarà la compattezza dello schieramento.

Sicuramente il voto ha mutato la geografia del centrodestra italiano, ma sbaglierebbe chi pensasse di non dare il giusto valore a tutte le componenti interne.

Ad esempio, se rispetto al passato l’area centrista e moderata dell’alleanza, dal punto di vista dei consensi, pesa di meno, potrà sembrare un paradosso ma sul piano politico – rapporti internazionali, con le istituzioni e con gli ambienti economici – avrà un ruolo ancora più importante: uno può pensarla come vuole, ma questa componente è una garanzia insostituibile agli occhi della Nato e di Bruxelles.

Senza contare che i seggi di Forza Italia, tanti o pochi che siano, sono indispensabili per mettere in piedi un governo e, soprattutto, per farlo durare.

Ecco perché il nuovo premier, probabilmente Giorgia Meloni, dovrà ragionare non più come capo di partito, ma come leader della coalizione. Non è una metamorfosi di poco conto.

Silvio Berlusconi è riuscito a rapportarsi con attenzione e pazienza ai suoi alleati salvaguardando e valorizzando l’identità di ognuno. Ha rotto solo di fronte al tradimento (Fini).

E in questo modo è durato trent’anni. Ora bisognerà vedere se i suoi successori avranno le sue stesse doti, ben sapendo che, a differenza di quello che avviene per il centrosinistra, al centrodestra non fa sconti nessuno.

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