Per il governatore della Lombardia Attilio Fontana, intervistato su Repubblica da Andrea Montanari, il governo Draghi è partito con il piede giusto nella lotta al Covid.
Nulla da dire sul fatto che la prima decisione sia stata quella di confermare il blocco dei trasferimenti tra regioni con il divieto di ricevere amici in zona rossa? «Non è mai stata mia abitudine entrare nel merito delle scelte di carattere sanitario del governo. Che siamo ancora davanti a una situazione seria mi sembra evidente».
La Lombardia, quando era in zona rossa, chiedeva provvedimenti omogenei. Ha cambiato opinione? «Lo ripeto da mesi. Rischiamo di essere sempre più vittime del virus. Continuiamo ad inseguirlo invece di cercare di anticiparlo. Ci sono alcuni comportamenti inaccettabili che ormai abbiamo capito che favoriscono il contagio. È giusto porre dei limiti generalizzati su quei comportamenti. Mentre si devono prendere provvedimenti mirati solo per circoscrivere alcuni focolai particolari».
«La Lombardia ora è in zona gialla e ci sono comunque delle limitazioni. Se esistono altre zone in cui l’andamento del contagio è preoccupante è giusto che si sappia in anticipo ogni settimana cosa si potrà fare».
Salvini, però, insiste nel chiedere l’apertura serale dei ristoranti. «Non c’è nulla di male se si rispettano le regole e tutte le linee di condotta. Molto meglio quattro persone che cenano al ristorante sedute a un tavolo distanziate, che gli assembramenti che abbiamo visto domenica davanti allo stadio di San Siro o la sera fuori dai bar. La gente comincia ad essere esasperata. E poi finisce che magari a tavola a casa si trovano in ventiquattro. Meglio dare un po’ di libertà controllata che regole rigide che vengono violate senza che nessuno intervenga».








