Il legale degli eredi del teatro Petruzzelli, Ascanio Amenduni, esprime solidarietà ai proprietari del teatro Sannazaro di Napoli.
“Il teatro Sannazaro di Napoli era un teatro privato, come il Petruzzelli, auguro ai proprietari di non dover sopportare per la ricostruzione le traversie e i voltafaccia che hanno caratterizzato quella del nostro teatro”.
Sono le parole di Ascanio Amenduni, legale degli eredi del teatro Petruzzelli di Bari, inaugurato nel 1903 e distrutto da un rogo il 27 ottobre 1991, poi ricostruito, con 43 milioni di euro di fondi pubblici, dopo 18 anni.
Quella che Amenduni racconta della vicenda barese relativa alla lunga e “travagliata” ricostruzione del teatro, è una “odissea”, nella quale non è ancora scritta la parola fine.
Una storia che da decenni occupa anche le aule di giustizia. L’avvio dei lavori risale all’agosto del ’93, quasi due anni dopo l’incendio, quando la Sovrintendenza li affidò a un gruppo di imprese che avrebbe dovuto concluderli in mille giorni. Non andò così. Fu ripristinato il foyer, completo di fregi e stucchi, ma l’interno del teatro rimase allo stato grezzo, con il cemento a vista. Gli ultimi lavori di completamento furono avviati nel giugno 2007 e il teatro restaurato è stato restituito alla città a ottobre 2009.
“Il Petruzzelli – ricorda l’avvocato Amenduni – fu vittima di un incendio doloso di vaste proporzioni che rendevano difficile il reperimento delle somme necessarie al restauro.”
“Chiaro che dovevano intervenire gli enti pubblici data l’importanza del teatro, considerato il quarto privato in Italia e il sesto in Europa.”
“Intervenne addirittura il ministero dei Beni culturali che escogitò un protocollo d’intesa”, in base al quale “gli enti territoriali mettevano i soldi per la ricostruzione e il teatro in cambio sarebbe stato gestito dalla loro Fondazione per quarant’anni.”
“Il ministero e la Regione Puglia vinsero le titubanze degli eredi dicendo ‘fidatevi, salite su questa barca, porterà al raggiungimento del reciproco interesse’.”
“Gli eredi accettarono, anche perché l’alternativa ventilata dalla parte pubblica era l’esproprio.”
“Ma la barca su cui erano stati fatti salire – ricorda il legale – non piacque a qualcuno che pensò bene di affondarla durante la navigazione.”
“Alla vigilia del termine contrattuale dei lavori, infatti, mentre gli eredi sollecitavano il loro rapido completamento, arrivò l’esproprio”, disposto con decreto legge d’urgenza e anni dopo dichiarato illegittimo dalla Consulta.
Quando nel 2009 il teatro riaprì, “la Fondazione – continua l’avvocato – vi fu introdotta dal Comune, nella supposizione che il teatro fosse pubblico, quindi un nuovo esproprio, di fatto e di gruppo.”
“E così fino alla sentenza della Corte d’Appello di Bari del 2021 che ha riconosciuto la proprietà del teatro alla famiglia Messeni Nemagna, ovvero agli eredi Petruzzelli, condannato Comune e Fondazione al rilascio dell’immobile, qualificandoli come suoi detentori abusivi, e addossato alla famiglia proprietaria gli oneri della ricostruzione”, quantificati in 43 milioni di euro.
“E ora – conclude il legale – si aspetta su tutto la parola ultima della Corte di Cassazione, probabilmente entro l’anno”.








