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Antonio Ciucci, Presidente Ance Roma – ACER: “No alla discrezionalità nei lavori pubblici di Roma”

“Capisco che il regolamento valga sia per servizi e forniture che per i lavori, ma non lasciamo questa doppiezza perché nei termini si annidano anche questioni che nell’applicazione ostacolerebbero ciò che tutti vogliamo, cioè la chiarezza”.

A dirlo, nella seduta della Commissione Lavori pubblici di Roma Capitale del 5 febbraio 2024, il Presidente Ance Roma – ACER, Antonio Ciucci.

“L’articolo 2 comma 8 recita che il Rup, nell’ambito della singola procedura, possa definire i requisiti ulteriori per l’ammissione della presentazione delle offerte da parte di operatori economici.

Concordo sul fatto che le forniture necessitino di questa specifica, ma i lavori assolutamente no: è sufficiente che un operatore sia qualificato secondo i criteri che espone il regolamento e sia invitato secondo quei criteri; a quel punto fa l’offerta e che speriamo sia un’esclusione automatica, come da procedure del Codice degli appalti.

Questo per noi è il modus operandi per i lavori.

Chiediamo, poi, che sia privilegiata soprattutto la procedura aperta con inversione procedimentale; e che il regolamento sia univoco, chiaro, trasparente, basato sulla rotazione.

Siamo contrari alla discrezionalità “, conclude il Presidente dei costruttori romani.

In Commissione è intervenuta anche la Vicepresidente Ance Roma – ACER, Francesca De Sanctis: “Sottolineiamo ancora una volta la preferenza assoluta per la procedura aperta con inversione procedimentale sopra il milione di euro; qualora si volesse ipotizzare una soluzione intermedia per casi eccezionali e adeguatamente motivati (che presuppongano tempi molto stretti o la necessità di proposte tecniche di un certo valore) bene la procedura negoziata ma, appunto, adeguatamente motivata.

Altra cosa importante, l’obbligo per tutti gli uffici dell’applicazione di tale regolamento.

E ancora: la pubblicazione periodica dei dati relativi ai lavori aggiudicati ma anche dell’elenco invitati, dei ribassi, insomma di ciò che consenta un controllo diffuso dell’avvenuta rotazione, come abbiamo più volte richiesto.

Proprio la rotazione andrebbe inserita nei princìpi generali del primo articolo”.

Anche la Vicepresidente De Sanctis ha infine evidenziato la criticità legata alla discrezionalità del Rup: “In due articoli – articolo 2 comma 8 e articolo 6 comma 4 – si lascia apertura alla discrezionalità del Rup: così vengono meno chiarezza e trasparenza”, ha concluso.

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