Il Piano nazionale anticorruzione 2026-2028 per enti e pubbliche amministrazioni, definitivamente approvato dal Consiglio Anac del 28 gennaio con validità per il prossimo triennio, è definitivamente adottato e consultabile sul sito dell’Autorità.
Il documento propone per la prima volta un disegno di ‘Strategia per la prevenzione della corruzione e per la promozione dell’integrità pubblica per l’Italia per il triennio 2026-2028′ che potrà essere sviluppata e perfezionata nel tempo, anche con il contributo di amministrazioni, società civile e cittadini.
L’attuazione della Strategia sarà monitorata annualmente e valutata complessivamente al termine del triennio.
Il Pna è articolato in una parte generale e in una parte speciale.
La parte generale contiene indicazioni per la predisposizione della Sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza“, inserita nella Sezione 2 del Piao, il Piano integrato di attività e organizzazione.
L’Autorità ha illustrato i contenuti della Sottosezione e suggerito possibili forme di coordinamento tra i soggetti che a vario titolo sono coinvolti nel processo di predisposizione del Piao.
La parte speciale del Pna comprende invece tre approfondimenti.
Il primo è sui contratti pubblici, area “ad elevato rischio corruttivo” che amministrazioni ed enti sono tenuti a “presidiare con apposite misure di prevenzione“.
Le questioni esaminate attengono, alla luce del Codice degli Appalti e delle modifiche apportate, al mancato o non corretto utilizzo delle piattaforme di approvvigionamento digitale (Pad), strumenti fondamentali per attuare la digitalizzazione dell’intero ciclo di vita dei contratti pubblici.
Altro profilo affrontato è quello relativo all'(erroneo) utilizzo del Fascicolo virtuale dell’operatore economico (Fvoe) nella fase di raccolta e verifica dei documenti necessari per partecipare alle gare.
Pur richiamando, quando compatibili, le raccomandazioni contenute nel Pna 2022, sono state fornite indicazioni in termini di rischi e misure rispetto al conflitto di interessi.
È inoltre evidenziata la necessità di “presidiare adeguatamente la fase esecutiva, spesso scarsamente vigilata, rafforzando i controlli per garantire la qualità delle prestazioni e la tracciabilità dei relativi dati“.
Il secondo approfondimento del Pna è dedicato alle inconferibilità e incompatibilità di cui al decreto legislativo 39/2013, descrivendo in primo luogo le principali novità della disciplina, dando conto delle modifiche normative intervenute.
Nell’approfondimento sono fornite poi indicazioni operative dettagliate ai Responsabili Rpct (prevenzione della corruzione e trasparenza) rispetto ai relativi compiti e ai poteri di accertamento e verifica (vigilanza interna), anche in relazione ai poteri di vigilanza di Anac (vigilanza esterna).
È presente, inoltre, un vero e proprio vademecum operativo che contiene chiarimenti su tempistiche, strumenti e modalità di verifica per la corretta attuazione del decreto 39/2013, “ferma restando l’autonomia di amministrazioni/enti di individuare i meccanismi più adeguati a garantire l’efficienza, l’efficacia e la sostenibilità della procedura“.
L’ultimo approfondimento di parte speciale è dedicato alla trasparenza amministrativa, per supportare le amministrazioni/enti nella corretta implementazione della sezione “Amministrazione trasparente” (At) nei siti istituzionali: viene chiarita l’importanza di “un accesso alla sezione che sia libero e non condizionato a registrazioni, autenticazioni o identificazioni dell’utente nonché facile e intuitivo“, anche da dispositivi mobili come smartphone e tablet.
Viene altresì richiamata la necessità che i documenti, i dati e le informazioni siano “fruibili da parte di tutti e accessibili utilizzando motori di ricerca sul web, senza alcuna limitazione“.
Per ogni criticità rilevata sono state formulate una o più raccomandazioni operative per superarle e per garantire l’effettiva fruibilità e accessibilità dei dati pubblicati in “Amministrazione trasparente” da parte dei cittadini.








