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Giuliano Amato (presidente Corte Costituzionale): «Le donne non raggiungono i vertici per colpa della cooptazione maschilista»

«Le donne cercano di conquistare le vette. Ma più si sale e più c’è il collo di bottiglia». A riconoscere ed evidenziare questa condizione è il neopresidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, che denuncia «il posizionamento delle donne nei ruoli apicali è condizionato dalla cooptazione maschilista». Quando si arriva ai vertici, aggiunge, «il passaggio si fa stretto e l’aggregazione maschile finisce per prevalere».

Per Amato si tratta di «un grande, urgente tema politico» di cui ha spiegato di aver trovato «più di una traccia nel discorso del presidente Mattarella», dice in un’intervista a La Stampa. L’ex premier ha spiegato di aver capito la disparità vedendo le difficoltà vissute dalla ragazza poi divenuta sua moglie. A suo giudizio è «un atteggiamento che è difficile colpire a colpi di leggi» perché una legge, anche se buona, «se arriva prima che ne siano convinti i cittadini, è disattesa».

Il presidente della Consulta ritiene che possa non bastare neppure una donna al vertice delle istituzioni per garantire l’emancipazione e l’uguaglianza delle altre donne, come dimostrano i casi di Benazir Bhutto in Pakistan e Indira Gandhi in India.

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