Alessandro Foti (AD Fineco): «La via maestra resta la crescita interna, no a fusioni. Il 2020 ci ha insegnato come trasformare i problemi in opportunità»

La via maestra «resta la crescita interna, non cambiamo l’approccio: siamo come un’azienda di operai specializzati concentrati nell’offrire i migliori servizi ai clienti e non partecipiamo al dibattito in corso, né alle indiscrezioni su possibili fusioni e acquisizioni all’interno dell’industria italiana del risparmio». Così in un’intervista al Sole 24 Ore l’AD di Fineco Alessandro Foti commentando dati come una raccolta da primato per la banca fintech nel 2020 pari a 9,3 miliardi di euro e un patrimonio gestito ormai superiore ai 91 miliardi.

«Il 2020 ci ha insegnato che reagire in modo tempestivo attraverso un’organizzazione flessibile può trasformare ogni problema in opportunità», spiega. Nel 2021 «aumenteranno anche i problemi strutturali delle banche tradizionali, costrette a rivedere il loro modello di business per tenerlo al passo dello sviluppo digitale». Fineco è pronta «a intercettare i flussi di risparmio in uscita come abbiamo sempre dimostrato di saper fare».

Foti si aspetta anche «maggior trasparenza nell’industria. Non riesco a comprendere la miopia di alcuni operatori, che continuano a privilegiare la difesa di margini ormai non più sostenibili, utilizzando a questo scopo approcci non sempre trasparenti». La mancanza di trasparenza «rischia di creare un danno anche alla stessa società italiana» trattenendo «una quota dal risparmio delle famiglie, che rappresenta una delle risorse più preziose del Paese».

Fineco è «una public company a tutti gli effetti, una delle poche in Italia, e per definizione siamo contendibili». Avere un padrone inflessibile come il mercato, «è anche la miglior garanzia per i clienti e per chi lavora nel gruppo». Anche per questo motivo, spiega, «non abbiamo alcun particolare interesse a svilupparci per linee esterne, perché distrarrebbe risorse e rallenterebbe la crescita organica». Fra i temi dell’intervista anche le criptovalute: «Daremo ai nostri clienti la possibilità di effettuare trading su di esse, ma l’idea di offrire depositi fisici è ancora prematura», perché «vi sono ancora molti aspetti da chiarire soprattutto sul fronte dei fenomeni legati al riciclaggio».

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