Alberto Villani (membro Cts): «Non sono i bimbi il bersaglio dell’aumento di contagi da variante inglese»

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«I contagi di variante inglese tra i bambini e adolescenti sono aumentati ma solo perché questa forma è più diffusiva. Non sono i bimbi il bersaglio». Così Alberto Villani, membro del Cts e presidente della Società italiana di pediatria (Sip), ha commentato ai microfoni di Agi i dati dell’indagine a campione di ministero della Salute e Iss. I numeri, resi noti oggi, mostrano come la variante inglese sia presente quasi nel 20% dei casi positivi analizzati.

La variante inglese, continua il primario di Pediatria al Bambino Gesù, «è più diffusiva ma non più letale o pericolosa. Questo vale per tutte le fasce di età e anche per i più piccoli, che non mostrano una sintomatologia maggiore o diversa» rispetto alla forma classica di Covid-19. 

«È chiaro che con l’aumento dei contagi, cresce anche il rischio di avere il caso grave, e quindi va combattuta. Con le solite misure che conosciamo ormai bene». Nel caso in cui si «dovesse ricorrere alle chiusure, la colpa non sarebbe di chi le attua ma di chi le rende necessario con il suo comportamento irresponsabile».

In chiusura, Villani spera che questa pandemia rappresenti l’occasione per «mettere mano a una revisione della Sanità e della Scuola, promuovendo una cultura della salute attraverso l’educazione sanitaria».

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