#Vetrine d'Italia - Le storie delle attività commerciali che ripartono

Sergio Abrignani (Cts): «Vaccinare i giovani è fondamentale per frenare le varianti»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

«I giovani sono decisivi per battere il virus: con loro vaccinati stop alle varianti». Lo afferma l’immunologo del Comitato tecnico scientifico,Sergio Abrignani, intervistato da Margherita De Bac per il Corriere della Sera.

Professore, quali sono i vantaggi di vaccinare gli adolescenti? È una questione di prevalenza dell’interesse pubblico?

«Le autorità sanitarie dei Paesi che hanno già vaccinato milioni di giovani tra i 17 e 25 anni d’età, come Israele e Stati Uniti, hanno riaffermato che la protezione dei giovani, quindi anche degli adolescenti, è di primaria importanza nell’ambito di una strategia di contenimento del virus».

E a livello individuale qual è il vantaggio, visto che i ragazzi non muoiono di Covid?

«È vero, gli adolescenti non sono vittime del Covid e difficilmente hanno forme severe di malattia, ma vengono contagiati e a loro volta contagiano. Se non si vaccinassero il virus circolerebbe di più creando appunto problemi di sanità pubblica».

Problemi a chi in particolare, visto che a settembre almeno la metà degli italiani saranno immunizzati e le categorie più deboli per età saranno al sicuro?

«Anche dopo aver messo in sicurezza 50 milioni di italiani con una o due dosi, circa l’1% fra loro non saranno esenti dal rischio. I pazienti oncologici in chemioterapia o pazienti autoimmuni con un sistema immunitario molto compromesso da terapie immunosoppressive non rispondono alla vaccinazione e quindi potranno essere infettati ed avere gravissime conseguenze, anche mortali. Per questo spero fortemente, e ci credo, che i giovanissimi non si tirino indietro non sentendosi personalmente in pericolo».

Lei si appella al senso di responsabilità di adolescenti e genitori.

«Proprio così, fate un grande gesto nell’interesse della collettività. In Italia abbiamo pianto 126 mila morti, la vita di tutti noi è stata stravolta. I ragazzi hanno sofferto molto, privati delle loro libertà, e capiranno che ora devono partecipare alla ricostruzione della normalità».

I 20enni stanno rispondendo bene alla chiamata. Teme non accada altrettanto con i più piccoli?

«No, sono fiducioso. Avverto un clima favorevole. C’è il desiderio di riprendersi lo spazio perduto. Torneranno a scuola di nuovo liberi. Non bisogna avere paura, i vaccini sono efficaci e sicuri».

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.