Campanella che suonerà puntuale il 14 settembre. Gi studenti sono avvertiti che riprenderanno le lezioni direttamente sui banchi, ma con quali dispositivi di sicurezza? In attesa delle linee guida del ministero per la riapertura, in presenza, dell’anno scolastico che poi verranno sottoposte al Comitato Tecnico Scientifico e quindi alla Conferenza delle Regioni, a mobilitarsi sono i presidi. “Almeno nel 40% delle aule scolastiche è praticamente impossibile mantenere un distanziamento di un metro tra i banchi. Cosa facciamo in questi casi? Questa e’ la domanda principale a cui dovrebbero rispondere le linee guida”. Così Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi.
“Le Regioni – ha spiegato poi Cristina Grieco, che coordina gli assessori regionali all’Istruzione – chiederanno di avere meno disagi possibili nelle scuole, laddove ci saranno elezioni. Sarebbe importante trovare altre sedi per i seggi elettorali, anche per il futuro”.
Le ipotesi vanno nella direzione di banchi distanziati di almeno un metro – ma le Regioni propongono una superficie pari a 1,8 metri quadri ad alunno, per evitare criteri soggettivi che rischiano poi di creare problemi ai dirigenti scolastici – entrate e uscite scaglionate, classi divise in gruppi e l’utilizzo di palestre e aule di laboratorio. C’e’ anche l’idea secondo la quale, prima di tornare a scuola a settembre, tutto il personale scolastico – docenti, Ata e dirigenti – dovranno sottoporsi ad uno screening sanitario per verificare lo stato della salute.
“Attendiamo di conoscere le linee guida per definire finalmente i contenuti del protocollo sulle misure di sicurezza – ha affermato Maddalena Gissi, che guida la Cisl Scuola – verificheremo nei prossimi giorni quali sono le modifiche apportate dal Comitato tecnico scientifico; le misure per il distanziamento sono importanti come le regole anticontagio. Gli scienziati devono garantire il benessere nelle scuole e non dovrebbero essere influenzati dall’esiguità delle risorse messe a disposizione per realizzare classi meno affollate”.
“Il prossimo primo settembre la scuola avrà bisogno di circa 200.000 supplenti, sia per posti comuni che per sostegno. Ci saranno 38.000 cattedre rimaste vacanti e 39.000 saranno i pensionamenti. I docenti di ruolo servono subito, a settembre, e non tra due o più anni”. Così ha avvertito, invece, Pino Turi, segretario della Uil Scuola.








