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A novembre la produzione dell’Industria è stata più debole del previsto | L’analisi

“La produzione industriale è calata per il terzo mese consecutivo a novembre: -0,3% m/m da un precedente -1,1% m/m (peraltro rivisto al ribasso di un decimo).

L’output è quindi in calo di -3,7% rispetto a un anno prima, -2,6% al di sotto dei livelli toccati prima dello scoppio della guerra in Ucraina e in rotta (nel caso di una stagnazione a dicembre) per una contrazione di -1,7% t/t nel 4° trimestre del 2022″.

Lo afferma Andrea Volpi, economista di Intesa Sanpaolo, in riferimento al dato produzione industriale a novembre.

“Il dato è più debole delle attese (prevedevamo un rimbalzo di 0,4% m/m) – rimarca Volpi – ma lo spaccato settoriale evidenzia come in realtà la flessione sia imputabile prevalentemente al comparto energetico dove la produzione è diminuita del -4,5% m/m (-16,2% a/a) e in rotta per un calo di quasi il 7% t/t a fine 2022 influenzata dagli sforzi di risparmio energetico nonché da temperature superiori alla media stagionale che hanno verosimilmente frenato la domanda”.

In ogni caso, “l’attività mineraria è rimasta stagnante mentre nella manifattura la produzione è rimbalzata solo modestamente, di 0,1% m/m, dopo un calo cumulato di -2,5% tra settembre e ottobre, lasciando l’output in rotta per una contrazione di -1,2% t/t nel 4° trimestre.

Lo spaccato settoriale conferma la maggiore forza relativa della farmaceutica (+3,7% m/m, +6,4% a/a) ma anche elettronica (+2,4% m/m, +7,3% a/a), trasporti (+1,5% m/m, +7,3% a/a) e macchinari (+1% m/m, +2,4% a/a) registrano robusti incrementi, probabilmente favoriti dall’allentamento delle strozzature all’offerta.

Si confermano invece tra i settori più deboli i comparti energivori con raffinazione (-6,1% m/m, -8,5% a/a), chimica (-2,9% m/m, -8,6% a/a), carta e stampa (-2,1% m/m, -10,8% a/a) e metallurgia (-2,1% m/m, -8,5% a/a) tra quelli che registrano le più pesanti flessioni sia su base congiunturale che tendenziale”.

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