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A novembre cala il debito pubblico | L’analisi di Banca d’Italia

Lieve calo del debito italiano: a novembre 2025 è diminuito di 6,8 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.124,9 miliardi.

Lo rende noto Bankitalia precisando che la diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (12,8 miliardi, a 64,4) e l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (complessivamente 0,1 miliardi) sono stati solo in parte compensati dal fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (6,1 miliardi).

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la diminuzione del debito è imputabile a quello delle amministrazioni centrali (7,0 miliardi), a fronte di un aumento marginale di quello delle amministrazioni locali (0,1 miliardi), spiega Via Nazionale.

Il debito degli enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato.

La vita media residua è rimasta stabile a 7,8 anni.

A novembre del 2025 le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 51,9 miliardi, in aumento dello 0,3% (0,2 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2024.

Nei primi undici mesi del 2025 esse sono state pari a 514,1 miliardi, in aumento del 2,0% (9,8 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, aggiunge Bankitalia.

AUMENTA DEBITO IN MANO A FAMIGLIE E IMPRESE, È AL 14,5%

La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia a novembre ha continuato a diminuire, collocandosi al 18,6% (dal 18,8% del mese precedente).

Lo rende noto la stessa Bankitalia nella pubblicazione “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”.

Ad ottobre dello scorso anno (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) la percentuale del debito detenuta dai non residenti era aumentata al 34,1 per cento (dal 33,9% del mese precedente) e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) al 14,5% (dal 14,2%).

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