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19 miliardi di debiti e 700 mila veicoli fermi. Così il virus ha definitivamente affondato il colosso Hertz

Hertz Global Holdings, una delle più grandi società di  autonoleggio degli Stati Uniti, ha presentato venerdì istanza di  fallimento, dopo aver accumulato circa 19 miliardi di dollari di debiti e una flotta di oltre 700.000 veicoli rimasta ferma a causa della pandemia  di coronavirus.    

Nello specifico la società con sede a Estero, in Florida, ha richiesto il Chapter 11 presso il Tribunale fallimentare degli Stati Uniti di  Wilmington, Del., nel tentativo di sopravvivere al calo del traffico su  strada causato dal Covid-19 ed evitare la liquidazione dei propri veicoli.    

Il crollo della società segna uno dei default aziendali di più alto profilo derivanti dall’impatto della pandemia sul settore del trasporto aereo e terrestre, nonostante Hertz fosse già sotto pressione anche prima  dell’attuale crisi economica.    

Gia’ prima del Covid-19, infatti, la società di autonoleggio aveva dovuto far fronte alla concorrenza delle rivali Enterprise Holdings e Avis Budget Group, nonché dei nuovi servizi di ride sharing come Uber Technologies e Lyft, contabilizzando un rosso di 58 milioni di dollari  soltanto lo scorso anno, la quarta perdita netta annuale consecutiva.    

Lo scoppio della pandemia di coronavirus ha rappresentato poi il colpo di grazia per l’azienda, soprattutto a seguito delle misure restrittive  che hanno costretto milioni di persone in tutto il mondo a rimanere in  casa, riducendo di conseguenza i viagggi a livello globale.    Nel dettaglio Hertz non ha raggiunto un accordo con i creditori prima di  appellarsi al Chapter 11, aumentando il rischio di una completa  liquidazione della flotta, nonostante, secondo quanto riferito da fonti a  conoscenza dei fatti a Dow Jones Newswire, la societa’ e gli investitori  abbiano diverse settimane per elaborare un piano per evitare tale esito.    Hertz ha trascorso anni a cercare di ristrutturare la propria attivita’,  cambiando quattro dirigenti in meno di un decennio. Lo scorso lunedi’ la  societa’ ha annunciato infatti le dimissioni dell’amministratore delegato,  Kathryn Marinello, che sara’ sostituita da Paul Stone, precedentemente  vice presidente esecutivo e direttore delle operazioni retail per il Nord  America.    Fondata a Chicago nel 1918 e originariamente conosciuta come Rent-a-Car,  Hertz apri’ la sua prima struttura di autonoleggio all’aeroporto di Midway  nel 1932. Tra i proprietari dell’azienda vi sono stati Rca e  successivamente Ford Motor, che ha venduto Hertz a un gruppo di buyout  guidato da Clayton Dubilier & Rice nel 2005 per 5,6 miliardi di dollari.    La societa’ si e’ quotata in Borsa nel 2006 e l’investitore attivista  Carl Icahn, che ha iniziato ad acquisire azioni di Hertz nel 2014, ora  possiede piu’ di un terzo della societa’, inserendo tre dei suoi  rappresentanti nel consiglio di amministrazione.    La pandemia ha provocato una riduzione del traffico automobilistico  negli Stati Uniti, un calo delle vendite di auto e tagliato  significativamente le prenotazioni di autonoleggio di Hertz. All’inizio di  maggio il Wall Street Journal aveva riferito che la societa’, la seconda  piu’ grande compagnia di autonoleggio per dimensioni della flotta, si  stava preparando a un’istanza di fallimento.    Si prevede che la procedura fallimentare sara’ complessa, dato l’ampio  debito e la struttura dell’azienda, che include 14,4 miliardi di dollari  di obbligazioni garantite da veicoli di societa’ controllate che non  rientrano nel Chapter 11.    Come Avis e altre societa’ di autonoleggio, Hertz non possiede i suoi  veicoli. La societa’ noleggia la sua flotta, circa 770.000 veicoli in  totale, da filiali di finanziamento separate. I pagamenti del leasing sono  destinati agli investitori che possiedono le obbligazioni.    Ora che Hertz ha presentato istanza di fallimento, gli investitori che  detengono dei diritti sulla flotta dovranno attendere 60 giorni prima di  poter pignorare e vendere le auto. Hertz e i suoi creditori probabilmente  mireranno a evitarne la completa liquidazione, stipulando un accordo per  ridimensionare la flotta mantenendo alcuni veicoli in funzione.    Le societa’ di autonoleggio svolgono un ruolo importante nel fornire i  modelli piu’ recenti al mercato delle auto usate. Hertz e’ anche un grande  cliente per i produttori di auto statunitensi, acquistando circa la meta’  della sua flotta da General Motors, Ford Motor e Fiat Chrysler Automobiles  nel 2019.    Gli analisti temevano che Hertz potesse essere costretta a vendere parte  o l’intera flotta in un mercato insolitamente debole, ma in realta’ la  possibile liquidazione avverrebbe in un momento in cui la domanda di  veicoli usati sta aumentando leggermente e i prezzi sul mercato stanno  mostrando segni di ripresa dopo aver toccato i minimi storici di aprile.

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