«Siamo stati determinanti nel dar vita al governo Conte. Non ci pentiamo affatto di questa scelta. I risultati sono stati di grande importanza per l’Italia: da un rinnovato rapporto con l’Europa, all’impegno realistico e scientifico sulla pandemia, a politiche sociali più giuste e volte alla crescita». Così Nicola Zingaretti, segretario del Partito democratico e governatore del Lazio in un’intervista al Corriere della Sera.
«Oggi» spiega Zingaretti «siamo in una nuova fase: dall’emergenza occorre passare alla ricostruzione. Per fare questo occorre un rilancio, una ripartenza. Non bisogna nasconderlo questa esigenza è avvertita da tutti. Dal Pd, dai 5 Stelle, da Italia viva, da Leu e, sono convinto, anche dal presidente Conte. D’altra parte essa era al centro dell’incontro del 5 novembre tra il premier e i segretari dei partiti della maggioranza».
«Il Pd» aggiunge «continuerà, in presenza di questo passaggio difficile, a svolgere una funzione unitaria. Di collante. Che non va confusa con un atteggiamento di subalternità, né tanto meno, come qualcuno pensa, con un mugugno permanente che indebolisce la guida del Paese. È piuttosto un impegno costante ad affrontare nel modo adeguato i problemi, per risolverli insieme e ponendo al centro con franchezza e responsabilità l’analisi dei risultati che tutti insieme siamo in grado di raggiungere. Questo abbiamo fatto in questi mesi nel Paese e con l’impegno della nostra delegazione al governo».
«In piena emergenza e con ancora le code avvelenate del contagio del Covid-19», chiarisce, «non è prioritario il tema degli assetti, degli organigrammi, degli equilibri di potere. Non ci interessa tutto questo. Ci interessa solo che la coalizione sia all’altezza delle sfide che oggi diventano via via più difficili. Per chiarezza di idee, per coesione rispetto alle priorità che tutti insieme ci diamo, per capacità e rapidità di esecuzione, per la capacità di tenere uniti tutti i livelli democratici e istituzionali».
«Non possiamo sprecare l’occasione che abbiamo di fronte. Mai, nel passato, un governo ha avuto a disposizione le ingenti risorse che grazie al nostro lavoro ci giungono dall’Europa. Sarebbe imperdonabile sprecarle. I prezzi li pagherebbe l’Italia in particolare i giovani ed elettoralmente tutte le forze politiche protagoniste di questa esperienza di governo. Ecco perché ci vuole il massimo della corresponsabilizzazione e della collegialità».
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