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Vittorio Macioce (Il Giornale): «La responsabilità politica è dei cittadini. Stiamo arrivando a una strana democrazia, dove il governo vota per scegliere gli elettori»

Vittorio Macioce critica sul Giornale l’atteggiamento – assai diffuso a suo avviso tra gli italiani – di dare sempre la colpa agli altri per la diffusione del virus. 

Non importa neppure sapere chi siano veramente. Non servono nomi e cognomi. La colpa è generica e il presunto colpevole indefinito. È la folla. Sono gli italiani o i soliti brutti, sporchi e cattivi, quelli con il marchio doc. È il vicino di casa, di sedia, di scrivania, di tavolo o quello che al tavolo del bar aspetta che si raffreddi il cappuccino. È quello che corre, cammina, balla, porta a spasso il cane e la notte si dà alla pazza gioia, sognando orge con altre sette persone o giocando a tombola.

L’unica difesa contro il Covid allora sta diventando questa: puntare il dito. È una difesa facile. Siccome gli altri sono indefiniti nessuno sbaglia e ognuno si toglie di dosso le proprie responsabilità. È il sentimento degli italiani e il governo lo sta incarnando alla perfezione.

Il ministro dei Trasporti dice che il virus non si trova su autobus, treni o aerei. Andrà a piedi. Il ministro dell’Istruzione assicura che nelle scuole il virus è assente. Sarà ignorante. Se ci fosse un ministro delle discoteche, e magari c’è, giurerebbe che il virus balla da solo. Il ministro della Salute ha detto che il virus è in casa ed era pronto a sguinzagliare la polizia. Fortuna che i poliziotti oltre ad avere anche loro una casa hanno il senso della Costituzione.

Il più furbo di tutti però è sempre il premier. «Non escludo un lockdown a Natale. Molto dipenderà dal comportamento dei cittadini». Questo sangue non ricadrà su di me. La responsabilità politica è dei cittadini. Stiamo arrivando a una strana democrazia, dove il governo vota per scegliere gli elettori. Tutto il tempo perso in questi mesi? È colpa degli altri. È questa la fortuna di Giuseppe Conte. È lo specchio di questo Paese. «Anche se vi sentite assolti siete lo stesso coinvolti».

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