Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, è intervenuto al comitato esecutivo dell’Abi per salutare i banchieri prima della fine del suo mandato, a fine ottobre, discutendo della situazione geopolitica, con la guerra in Ucraina e in Israele, che getta ombre sul futuro dell’Italia e dell’intera Unione europea.
Rischi geopolitici
«Vedo un futuro non facile per il nostro paese, forse non facile per tutti i paesi dell’Ue», ha affermato Visco sottolineando che «viviamo un momento difficilissimo, tragico. Con rischi straordinari davanti».
Da Bce risposta adeguata a inflazione
Visco ha rivendicato le scelte della Bce per riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%, rimandando “a chi le fa” le critiche sui presunti ritardi relativi alle decisioni sull’aumento dei tassi. Non tutto si può prevedere, ha argomentato il governatore citando tra gli shock “imprevisti” la guerra in Ucraina e l’aumento del prezzo del gas. «La risposta era necessaria visto gli effetti di secondo livello che mantengono l’inflazione su livelli ancora non congruenti con la stabilità di fondo dei prezzi e monetaria». Dalla Bce, ha precisato, c’è stata una «risposta adeguata».
Su mps arriverà momento di fare una riflessione, ma c’è stato impegno
Nel suo intervento, il governatore ha citato anche la crisi di B.Mps, ricordando che è stata la prima banca di cui si è occupato quando è arrivato alla guida di Via Nazionale, sottolineando che la vigilanza è sempre stata molto attenta. «Ci sarà il momento, non è questa la sede, di fare una riflessione ma l’impegno della vigilanza» c’è stato, ha affermato Visco aggiungendo che verificare la situazione di B.Mps «fu la mia prima azione» da governatore. In quel momento, su Mps «erano in corso delle ispezioni, e discutendo della gravità delle questioni prendemmo delle decisioni». Rivolgendosi ai banchieri presenti al comitato esecutivo, il governatore ha sottolineato come «per me è molto importante condividere con voi l’impegno della vigilanza. I colleghi svolgono un servizio per la collettività con grandissimo impegno, a volte con tensioni emotive».
Da crisi 2011 conseguenze forti
Con i banchieri, il governatore ha ripercorso i suoi 12 anni alla guida di Bankitalia. «Non ci siamo annoiati», ha detto il numero uno di palazzo Koch, partendo dalla crisi del debito sovrano che ha avuto «conseguenze molto forti». Dalla crisi del 2011, seguita a quella finanziaria globale del 2008, è emersa la «questione di deterioramento degli attivi che ha portato a un aumento dei fallimenti che si sono verificati dal 2012 in poi». Ci si è chiesti che natura avesse questo «fortissimo aumento» delle sofferenze. Si è detto che è stato «dovuto a difetti gravi di governo delle banche italiane e di sorveglianza. Sicuramente all’epoca vi sono stati casi di governo societario deficitario e mala gestio, ma la grande determinante dell’evoluzione è dipesa dal ciclo economico» che «era stato talmente negativo da portare a quell’aumento delle sofferenze», ha continuato il governatore.
Gestione crisi in Ue complessa e faticosa
La gestione delle crisi bancarie in Europa «è molto complessa ed è diventata più complicata nei primi anni dell’unione bancaria, in un quadro regolamentare che andava mutando drasticamente», ha affermato Visco aggiungendo che «la vigilanza alla fine ha prodotto risultati positivi ed è ben indirizzata». Dalle crisi «non è stato facile, ma siamo usciti grazie all’impegno di tutti». Il punto «interessante è che la maggior parte degli interventi sono stati interni al sistema, frutto di un lavoro congiunto tra l’autorità di sorveglianza e gli istituti», ha spiegato Visco sottolineando che «il sistema era effettivamente debole. Già nel 2012, nelle considerazioni finali dicevo che il sistema si stava deteriorando e i segnali non andavano sottovalutati. E prevedevo, o almeno sottolineavo, il rischio che ci sarebbero state situazioni problematiche».
Restano vulnerabilità tra le piccole
Quanto allo stato di salute del settore bancario, gli indicatori di bilancio sono a «livelli soddisfacenti e non è prevedibile un ritorno al rischio che abbiamo corso una decina di anni», ha continuato Visco aggiungendo che «bisogna fare attenzione, fare accantonamenti e vi sono ancora in varie parti del settore bancario situazioni di debolezza e vulnerabilità, in particolare nelle banche meno significative, su cui noi lavoriamo con attenzione e di cui discutiamo con le autorità di governo».
La situazione delle banche oggi «è molto diversa» da quella del 2008, ha continuato Visco spiegando che «le condizioni del sistema bancario sono molto migliori di un decennio fa. La risposta delle banche alla pandemia è stata molto positiva, sicuramente anche per il sostegno pubblico ma non è mai mancato il credito. Non abbiamo risentito in particolare delle tensioni connesse con i dissesti gravi, non solo delle lontane americhe, ma anche della vicina svizzera».
Dopo 12 anni è tempo di prendere una pausa
«Penso sia il momento di prendere una pausa, non tanto di riflessione quanto fisica da parte mia: sono stati 12 anni molto di corsa», ha detto il numero uno di Via Nazionale. Parlando del suo successore a palazzo Koch, Fabio Panetta, Visco ha affermato: «Avrete un nuovo governatore. Abbiamo caratteri diversi e forse anche scuole diverse. L’importante è che dentro il nostro istituto, entrando molto giovani, si forma un modo di essere, di contribuire come istituzioni per affrontare tutto ciò che cambia. Credo che questo risultato abbia un valore in sé. Non è tutto innato, spesso è costruito», ha concluso.
Per saperne di più:

L’Italia delle case vuote nei posti sbagliati | Lo studio

Il fiscal gap che soffoca le nuove generazioni a danno di quelle attuali | L’analisi di Laurence Kot...

Quando le disuguaglianze aumentano e le opportunità di mobilità si riducono, fiducia e coesione risc...

Disagio socio-economico: nove indicatori per mappare le fragilità sociali nei quartieri di 25 | Il r...

La regia occulta dietro le rivolte di Milano e Torino | L’analisi di Maurizio Molinari






