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Vi spiego la calma apparente della politica italiana | L’analisi di Stefano Folli

Stefano Folli su Repubblica descrive la calma apparente della politica italiana che, scrive l’editorialista, “in questa fase sembra uno stagno dove non succede quasi niente, ma non è così.

Già lo sfondo, che è drammatico, descrive una situazione quasi senza precedenti in tempi recenti.

Un doppio scenario di guerra nell’Europa dell’Est e in Medio Oriente.

Una legge finanziaria povera di risorse e schiacciata sotto il peso del debito: dunque un’attesa inquieta per il responso delle agenzie di rating.

E naturalmente un’immigrazione che sembra incontrollabile.

L’intrecciarsi di questi temi può essere per la classe politica di maggioranza e di opposizione la straordinaria occasione per approdare a un più alto livello di maturità.

Oppure la pressione può provocare un clamoroso e generale fallimento: ipotesi che nessuno può augurarsi.

È dentro tale cornice che ci si è avviati verso le elezioni europee della prossima primavera, precedute di qualche settimana dal voto per cinque consigli regionali.

Il doppio passaggio, prima locale e poi europeo, lascia capire che l’immobilismo politico di questo autunno non è reale.

Sia a destra sia a sinistra – sottolinea Folli – qualcosa si muove sotto la superficie dello stagno.

Giorgia Meloni, ad esempio, ha bisogno di consolidare la sua leadership.

La premier in fondo ha una sola strada: rintuzzare Salvini sul piano elettorale con gli argomenti di un’Europa severa, ma all’interno di un certo establishment che prevede anche, alla bisogna, la rielezione della Von der Leyen.

Quanto al centrosinistra, la rivalità tra Schlein e Conte è stata più volte descritta.

La segretaria del Pd insegue il disegno di recuperare l’astensione di sinistra, ma questo è anche il progetto dei 5S.

Qui s’inserisce la piccola vicenda del ‘terzo polo’ che tante ironie ha sollevato: non meritate, almeno non tutte.

Dei due contendenti, Calenda tenta di dar voce a un centrosinistra moderato, distinto dall’asse Pd-5S e in grado di contribuire al dibattito con la competenza tecnica.

Innalzando il livello della discussione sui temi della giustizia, della scuola, della pace e della guerra, dell’europeismo, Renzi spera di trovare il grimaldello in grado di aprire il centrodestra.

È l’impresa più difficile – conclude – a cui si è fin qui accinto, senza dubbio la più visionaria”.

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