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Vi spiego il costante scontro tra il mondo percepito e quello reale | L’analisi di Claudio Cerasa

“Lo scontro di civiltà tra il mondo percepito e quello reale è ormai una formidabile costante del nostro dibattito pubblico”. Lo scrive Claudio Cerasa sul Foglio osservando che “lo schema grosso modo è sempre lo stesso. Da una parte vi sono le notizie, le emozioni, l’agenda mediatica, gli allarmi evocati, le emergenze perenni. Dall’altra parte vi sono i numeri, i dati, i trend e le statistiche.

Qualche volta capita che i due mondi siano complementari, può capitare cioè che un’emergenza percepita sia anche reale, sia anche cioè confermata dai numeri. Qualche volta, forse più di qualche volta, capita invece che i due mondi abbiano tra loro un rapporto simile a quello delle parallele: due linee magnifiche, affascinanti, ma che alla fine non si incontrano mai.

L’immagine delle due parallele, del mondo percepito e del mondo reale – sottolinea Cerasa – è emersa con una certa chiarezza ieri mattina durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Protagonista della mattinata è stata la scoppiettante presidente della Cassazione, Margherita Cassano, che sui giornali di oggi farà notizia per le affermazioni preoccupate che ha sottolineato ma che meriterebbe di fare notizia anche per alcuni dati interessanti che ha offerto ai suoi interlocutori. Le frasi più forti pronunciate da Cassano sono due e riguardano le morti sul lavoro e il dramma dei femminicidi. 

Ma oltre all’evocazione di alcune emergenze, ci sono i dati e nonostante i problemi reali segnalati dalla presidente Cassano vi sono dei dati altrettanto reali che indicano una direzione di marcia che non presenta passi indietro rispetto al passato. Due emergenze reali, le morti sul lavoro e i femminicidi, che presentano però dati che indicano che a piccolissimi passi, minuscoli, qualcosa sta cambiando. Ci sono emergenze reali di cui si parla molto i cui trend vengono però ignorati perché sfidano la percezione comune. E ci sono poi emergenze reali di cui si parla poco nonostante i trend confermino la gravità dell’emergenza. Un caso su tutti, neanche a dirlo, le carceri: 62.707 detenuti (di cui 2.541 donne) e posti disponibili pari a 51.179. Percepito e reale.

Partire dai numeri – conclude – potrebbe essere utile per capire quando vi sono emergenze su cui si sta facendo qualcosa e quando vi sono emergenze su cui non si sta facendo nulla. Viva Margherita Cassano”.

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