Il nuovo presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana è l’esperto di materiali per lo spazio, Teodoro Valente, 58 anni. Rinnovato anche il Consiglio di Amministrazione dell’Asi, nel quale ora la metà dei membri sono donne. Con questa nuova squadra al comando, lo spazio italiano si prepara ad affrontare quelle che il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, indica come due sfide cruciali: utilizzare al meglio i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e confermare la leadership italiana nel settore spaziale a livello europeo e internazionale.
Del nuovo CdA fanno parte Giuseppe Basini, Marica Branchesi, Stefano Gualandris, Marco Lisi, Luisa Riccardi e Elda Turco Bulgherini. Queste ultime, con Basini, sono state confermate dal precedente CdA. I nuovi ingressi sono Marica Branchesi, che è fra le protagoniste internazionali della ricerca sulle onde gravitazionali, Marco Lisi, che viene dall’Agenzia Spaziale Europea e Stefano Gualandris, che nel 2018 è stato consigliere giuridico economico dell’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.
Nato a Roma il 25 febbraio 1965, nel 1989 Valente si è laureato alla Sapienza in Ingegneria Meccanica e nel 1993, presso la Luiss, ha concluso il master in Business Administration. Fra il 1990 e il 1992 ha lavorato per la Snamprogetti e per Tecnolyte. Dal 1992 ha iniziato la carriera universitaria come ricercatore presso la Sapienza; dal 1996 al 1997 è stato distaccato a Bruxelles, presso la direzione per la Ricerca della Commissione Europea, come esperto nazionale per le Azioni di cooperazione scientifica e tecnologica nel settore della ricerca sui materiali. Nel 1998 è diventato professore associato alla Sapienza e nel 2001 è diventato professore ordinario nella stessa università. Il 16 febbraio 2023 è stato nominato direttore dell’Istituto per i Polimeri, compositi e biomateriali del Consiglio nazionale delle Ricerche.
Valente succede nella presidenza dell’Asi a Giorgio Saccoccia, che è stato in carica dall’aprile 2019 a fine aprile 2023, in un quadriennio che ha visto i lanci di sei satelliti italiani: due Cosmo Skymed di seconda generazione, il nanosatellite LiciaCube che è stato il reporter della missione Dart della Nasa, il telescopio spaziale Ixpe, Lares-2 e il piccolo Argomoon che ha partecipato alla missione della Nasa Artemis-1 che ha segnato il ritorno alla Luna.
È un’eredità importante, quella che si trovano a gestire i nuovi vertici dello spazio italiano, frutto di «nomine di alto profilo professionale e scientifico, che» ha rilevato Urso «consentiranno all’Asi di meglio affrontare le impegnative sfide che attendono la nostra Agenzia anche sul piano bilaterale e multilaterale». Fra queste, il ministro ha indicato anche «un efficace e significativo utilizzo degli ingenti finanziamenti assegnati all’Asi, sia come trasferimenti ai programmi dell’Agenzia Spaziale Europea, sia sul fronte interno con i fondi ordinari e quelli messi a disposizione dal Pnrr. L’Italia» ha aggiunto «è leader globale nel settore spaziale e siamo pronti a confermare tale leadership a beneficio della filiera industriale italiana e della ricerca e sviluppo ad essa collegati». Il prossimo passo indicato da Urso è definire «entro gli inizi del prossimo anno» una legge sulla governance dello spazio.
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