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Ursula von der Leyen (presidente Commissione Europea): «L’euro è simbolo della nostra unità e della nostra forza»

“Sono ormai vent’anni che noi europei abbiamo l’Europa in tasca. L’euro non è solo una delle valute più forti al mondo. È innanzitutto un simbolo. Sulle sue banconote sono raffigurati ponti e porte — perché queste due immagini raccontano alla perfezione che cos’è l’euro. L’euro costruisce ponti tra europei e ci apre le porte del mondo. L’euro è la nostra unità e la nostra forza”. Si apre così un intervento di Ursula Von Der Leyen pubblicato dal Corriere della Sera nel suo magazine “7”.

“Ricordo ancora le sensazioni di quel giorno di venti anni fa: l’impressione di vivere un nuovo inizio, un’Europa più coesa e più unita – scrive la presidente della Commissione Ue -. Ancora oggi, dopo così tanto tempo, è sempre una piacevole sorpresa accorgersi di aver ricevuto un euro Ursula von der Leyen, 63 anni, tedesca, esponente della Cdu, è presidente della Commissione europea dal 1° dicembre 2019 di un altro Paese. Gli italiani hanno familiarizzato con il volto di Mozart degli euro austriaci, con la Sagrada Familia sulle monete spagnole, o con la Marianna su quelle francesi. Mi piace molto quando, girando una moneta, ritrovo l’Uomo vitruviano di Leonardo o la Venere del Botticelli. In questo passaggio di mano in mano, l’arte italiana ha raggiunto ogni angolo d’Europa.

Queste monete valgono più del loro valore nominale. Sono il segno di una cultura condivisa e di un’appartenenza comune. L’euro ha reso ancora più tangibile la nostra unità europea. Oltre a questo valore simbolico ed emotivo, l’euro ha contribuito alla forza economica dell’Europa. L’Italia, che è la seconda potenza manifatturiera d’Europa, ha ottenuto benefici enormi per l’aumento degli scambi commerciali all’interno della zona euro. Le esportazioni italiane sono cresciute quasi del 60 % dall’introduzione dell’euro. Grazie all’euro, le imprese possono contare su fornitori e clienti stranieri, senza l’incertezza dettata da costose oscillazioni dei mercati valutari. L’euro ha inoltre diminuito il costo del denaro: ha fatto risparmiare le famiglie che hanno acceso un mutuo e le aziende che hanno chiesto un prestito. Ha contribuito a mantenere stabili prezzi per imprese e consumatori. In poche parole, l’euro ha protetto i risparmi degli europei. È una garanzia sul nostro futuro”. 

“Se l’euro ha svolto un ruolo cruciale per l’economia europea, la sua importanza a livello internazionale è altrettanto indiscutibile – prosegue Von Der Leyen -. La sua stabilità e la sua credibilità hanno reso l’euro una valuta internazionale di fatturazione, una riserva di valore e una valuta di riserva. Oggi l’euro è utilizzato per quasi il 40% dei pagamenti internazionali e per oltre la metà delle esportazioni dell’Unione europea. E oggi stiamo lavorando per rafforzare ancora di più il suo ruolo internazionale. Abbiamo reso l’euro la valuta più usata per gli investimenti verdi: metà dei ‘green bond’ emessi al mondo sono in euro, un dato in crescita grazie alle nuove obbligazioni verdi con cui stiamo finanziando NextGenerationEU, il nostro piano per la ripresa.

Oggi l’euro è la valuta di chi ha a cuore il pianeta, un risultato di cui andare fieri. L’euro è la moneta del futuro, e nei prossimi anni diventerà anche una moneta digitale – perché le imprese e i consumatori europei vogliono sicurezza e stabilità anche nei loro pagamenti online. L’euro digitale sarà sicuro, fidato e affidabile. Stiamo entrando in una nuova era per la nostra moneta comune. È naturale allora che l’euro voglia rifarsi il look. Le nuove banconote arriveranno nei prossimi anni e i cittadini potranno dire la loro sull’aspetto dei nuovi euro.

So quanto gli italiani fossero affezionati ai volti familiari sulle banconote delle vecchie lire, da Maria Montessori a Caravaggio. Sono sicura che anche la nuova generazione di euro saprà raccontare il meglio della storia europea, ed essere fonte di ispirazione per il futuro. Gli euro che abbiamo in tasca sono i testimoni del cammino che abbiamo percorso fin qui. E sono la promessa che abbiamo ancora molto da costruire insieme”. 

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