Università in Abruzzo: iscritti in calo negli ultimi anni
Il sistema delle università in Abruzzo registra un calo significativo di iscritti. Secondo i dati dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario, quest’anno si registra una diminuzione del 24% degli studenti iscritti negli atenei della regione.
Il fenomeno non appare episodico. I dati indicano infatti un andamento strutturale che si conferma da oltre dieci anni. In parallelo emerge anche un’altra tendenza: quattro giovani su dieci lasciano l’Abruzzo per studiare o lavorare fuori regione.
Il quadro riguarda anche il sistema scolastico. Nelle scuole superiori si registrano 2.600 iscritti in meno, segnale di una dinamica demografica e formativa che interessa l’intero territorio regionale.
Giovani Democratici: “assenza di una visione”
Sul tema è intervenuto il segretario regionale dei Giovani Democratici, Saverio Gileno, insieme a Monaim Mouatamid, responsabile Università Gd Abruzzo.
Secondo Gileno il dato sulle iscrizioni non può essere considerato una semplice statistica. «Non è un numero astratto, è il segno evidente di una regione che non ha saputo, o voluto, investire con decisione sul proprio futuro», ha dichiarato.
Il segretario regionale dei Giovani Democratici sottolinea anche il confronto con il contesto nazionale. «Mentre a livello nazionale il sistema universitario cresce e registra complessivamente centinaia di migliaia di studenti in più, il nostro territorio arretra», ha affermato.
Per Gileno la causa principale riguarda la mancanza di una strategia regionale sul diritto allo studio. «E arretra perché manca una strategia regionale forte e coerente sul diritto allo studio universitario», ha spiegato.
Criticità tra borse di studio, alloggi e servizi
Nel loro intervento i Giovani Democratici Abruzzo evidenziano diverse criticità che incidono sulla capacità attrattiva delle università della regione.
Tra i problemi indicati figurano l’insufficienza delle borse di studio, erogate con ritardi che in alcuni casi hanno raggiunto i sei anni, e la carenza di posti letto per studenti, con l’Abruzzo indicato come ultimo in Italia per rapporto tra studenti e disponibilità di alloggi.
A queste difficoltà si aggiungono il costo degli affitti in aumento, la debolezza dei servizi e dei trasporti e l’assenza di un piano strutturale per rendere le città realmente universitarie.
I Giovani Democratici sottolineano inoltre che il calo demografico rappresenta un elemento oggettivo ma non può essere utilizzato come giustificazione per l’assenza di politiche pubbliche. «Il calo demografico è un dato oggettivo, ma non può diventare l’alibi per giustificare l’inerzia politica», hanno affermato.
Le proposte rimaste nei cassetti
Nel documento diffuso dai Giovani Democratici viene richiamato anche un tema politico. Secondo Gileno e Mouatamid, negli ultimi anni diverse proposte sul diritto allo studio e sull’educazione paritaria sono rimaste senza seguito.
«Da anni restano chiuse nei cassetti della Regione proposte concrete sul diritto allo studio e sull’educazione paritaria, avanzate anche grazie al contributo dei Giovani Democratici e di tante realtà associative», hanno dichiarato.
Secondo i due esponenti politici queste proposte avrebbero potuto rafforzare il sistema scolastico e universitario regionale.
L’attesa per la riforma del diritto allo studio
Nel dibattito viene citata anche la riforma del diritto allo studio universitario annunciata dalla Regione Abruzzo.
I Giovani Democratici ricordano che la riforma non è ancora stata presentata. «Attendiamo da oltre un anno che l’Assessore Santangelo porti al tavolo l’annunciata riforma del diritto allo studio universitario», hanno affermato.
Nel frattempo, sostengono Gileno e Mouatamid, il territorio continua a perdere studenti e competenze.
Il rischio di perdita di capitale umano
Secondo i Giovani Democratici il calo degli iscritti produce effetti che vanno oltre il sistema universitario.
«L’Abruzzo perde studenti e con loro perde competenze, energie, futuro», hanno dichiarato. Per il movimento giovanile ogni giovane che sceglie di studiare fuori regione rappresenta una perdita per il territorio.
«Ogni ragazza e ogni ragazzo che sceglie di andare via per studiare altrove è una sconfitta per una regione che dovrebbe essere capace di attrarre, trattenere e valorizzare i propri talenti», hanno aggiunto.
Università e diritto allo studio come leva di sviluppo
Nel loro intervento i Giovani Democratici chiedono politiche strutturali per rafforzare il sistema universitario regionale.
Secondo Gileno e Mouatamid non bastano interventi isolati o annunci di investimenti. «Non basta rivendicare singoli interventi o annunciare investimenti spot, serve una politica strutturale che metta al centro il diritto allo studio come leva di sviluppo economico e sociale», hanno affermato.
I Giovani Democratici concludono ribadendo la loro posizione sul ruolo della formazione. «Noi continueremo a chiedere che l’università e la formazione tornino ad essere una priorità nell’agenda regionale», hanno dichiarato.
«Perché il diritto allo studio non è una voce di bilancio da comprimere, ma un investimento sul futuro dell’Abruzzo. E perché una regione che non crede nei suoi studenti è una regione che rinuncia a crescere», hanno concluso.








