Umberto Bossi mantiene intatto il suo acume politico. Beve un bicchiere di acqua tonica con limone alla buvette, dopo avere disciplinatamente votato scheda bianca nel secondo scrutinio per il Quirinale. “Io seguo sempre le indicazioni del partito” afferma Bossi, che scherza volentieri con la sua portavoce, Nicoletta Maggi, sulle origini marchigiane di lei. Bossi si fa più serio quando si parla di Churchill e della seconda guerra mondiale. Il senatur pensa che alla fine la spunterà Mario Draghi. “Alla fine faranno il nome di Draghi – dice Bossi – e tutti convergeranno su di lui”. E chi andrà a palazzo Chigi? “Potrebbe spuntarla Giorgetti” dice Bossi, che tira le orecchie al ministro per lo Sviluppo economico. “Lui è sempre riservato, sempre un passo indietro. Ci sono invece dei momenti in cui bisogna farsi avanti e prendere dei rischi. Questo è uno di quei momenti”.
Bossi sottolinea che “Giorgetti è cugino di Ponzellini ed è molto amico da anni di Draghi. Ponzellini è un generoso. Ricordo che è sempre stato disponibile per le emergenze e le questioni sociali”. I leghisti fanno la fila per ottenere un selfie con il senatur, che si concede volentieri. Bossi si congeda dal giornalista e ripete: “Alla fine, ma solo alla fine, faranno il nome di Draghi…”.
Per saperne di più:

Infrastrutture e geopolitica, Enzo Peruffo: le scelte strategiche per la competitività dell'Italia e...

Infrastrutture e competitività, Andrea Pancani: «L'Italia è più avanti di come viene raccontata»

Infrastrutture e logistica, Pasquale Russo: «L'Italia deve investire di più e superare i blocchi all...

Vincenzo Nunziata: oltre 9 miliardi per il futuro di Fiumicino

Patrizia Micucci, fondatrice di Aurora Growth Capital, sul contributo delle banche italiane: “Da pre...






