Ci vuole tempo prima che un nuovo governatore, destinato a sei o dodici anni al vertice, lasci la sua impronta sulla Banca d’Italia.
Ma una prima scelta di peso Fabio Panetta, che domani succederà a Ignazio Visco, la prenderà quasi subito.
Il trasferimento di Piero Cipollone all’esecutivo della Bce, proprio il ruolo lasciato da Panetta, libera uno dei cinque posti nel direttorio, l’organo di Via Nazionale che prende in modo collegiale le decisioni e di cui il governatore è “primo tra i pari”.
Indicare il nuovo vicedirettore generale è sua prerogativa, Panetta lo dovrebbe fare già a novembre.
In corsa, scrive Repubblica, ci sono una serie di alti funzionari con solido profilo da economista – e relativo passaggio nell’ufficio studi, sancta sanctorum della Banca – da sempre privilegiato nella scelta: Sergio Nicoletti, che guida proprio il dipartimento Economia e statistica, Luigi Cannari, a capo dei Sistemi di pagamento, Magda Bianco, che si occupa di Tutela della clientela e raddoppierebbe la presenza femminile al vertice, allineandola a standard internazionali.
In vantaggio però, al momento, sarebbe un funzionario dal profilo diverso, cioè Gian Luca Trequattrini, a lungo capo di gabinetto del direttorio.
Un uomo di struttura, che per anni ha lavorato a contatto con Panetta e gli altri vertici.
Alla nomina si guarda con attenzione, dentro e fuori Palazzo Koch, per capire quanta discontinuità vorrà imprimere Panetta.
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