“Condivido pienamente le osservazioni dell’ex presidente della Bce, Mario Draghi. In una situazione difficile come quella che stiamo vivendo, è necessario che i governi non adottino solo misure ‘quantitative’ ma abbiano obiettivi e priorità specifiche. È di un’importanza estrema spendere bene e impiegare le risorse nel migliore dei modi possibili”.
Ad affermarlo, nel corso di un’intervista all’Adnkronos, è l’ex presidente della Bce (2003-2011), Jean-Claude Trichet commentando le parole di Draghi che parlava della necessità di puntare sul ‘debito buono’, quello utilizzato a fini produttivi per interventi sul capitale umano, nelle infrastrutture necessarie alla produzione, nella ricerca e nell’istruzione piuttosto che sul ‘debito cattivo’ , quello a cui si fa ricorso per fini improduttivi.
In questa fase, anche grazie alla risorse stanziate dall’Ue, sostiene Trichet, “dobbiamo spendere in modo intelligente e profittevole per tutta la società. Tra le priorità c’è la digitalizzazione, su cui l’Europa è in ritardo. Ma anche la transizione energetica, le infrastrutture necessarie, l’istruzione e la formazione nelle scuole primarie e secondarie, le università di eccellenza.
In Europa c’è un gap tecnologico che deve essere assolutamente colmato. Mario Draghi ha mille volte ragione”, sottolinea l’ex Governatore della Banca centrale francese. “Se guardiamo alle previsioni della Commissione Europea e della Bce che sono un po’ datate, confermate dal Fmi, possiamo pensare che, grosso modo, a livello della zona euro dovremmo registrare un calo del Pil dell’ordine di – 9% -8,7% nel 2020 e poi registrare un rimbalzo nel 2021 tra +5 e + 6%. Alla fine del 2021 avremo un livello inferiore rispetto all’inizio del 2020. Il recupero potrebbe probabilmente avvenire durante il 2022”, afferma Jean-Claude Trichet.
L’Ue ha reagito con forza ma ora non bisogna vanificare gli sforzi compiuti: “sono state prese misure molto importanti e assolutamente necessarie. Ora si tratta di ottimizzare questi sforzi nei giusti punti di applicazione. È essenziale”, ammonisce Trichet.
“C’è ancora – rileva l’ex Governatore della Banca centrale francese – una situazione di grande incertezza. Non sappiamo se ci sarà una ‘vera’ seconda ondata” della pandemia Covid-19. “È una questione che rimane aperta in Europa, negli Stati Uniti, in India, in America Latina. Il continente africano, poi, rimane un’incognita, il che rende incerta la situazione economica”. In ogni caso “le decisioni della Bce per affrontare le conseguenze economiche della pandemia sono state, a mio avviso, appropriate e finora anche quelle dei governi europei. Soprattutto, l’Europa stessa ha dimostrato la sua capacità di intraprendere iniziative molto importanti e il mondo intero lo ha visto. La ‘Next Generation EU Initiative’ è stata vista per quello che è: un elemento dell”Hamiltonian Moment’ che l’Europa sta attraversando”.
L’ex presidente della Bce quando parla di Halmiltonian Moment si riferisce ad Alexander Hamilton (1755-1804), che è ritenuto uno dei padri fondatori degli Stati Uniti e che nel 1790 riuscì a trasformare il debito che le 13 colonie avevano accumulato nella lotta per l’indipendenza dal Regno Unito in debito pubblico del nuovo Stato federale mettendo così le basi per la nascita degli Stati Uniti.








