Prospettiva Trentino 2040: avviato il percorso di confronto
A Trento, il 23 febbraio, prende il via “Prospettiva TRENTINO 2040”, documento che raccoglie le prime linee della strategia di sviluppo economico e industriale del Trentino nel medio periodo. Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli lo hanno presentato alle categorie economiche e alle organizzazioni sindacali, in un primo confronto ospitato al Palazzo della Provincia.
Nel documento compaiono leve come innovazione, capitale umano, welfare, attrattività territoriale, oltre a servizi digitali, filiere strategiche e uso dei big data. Tuttavia, il quadro di partenza include anche una criticità indicata come strutturale: il trend demografico.
Fugatti: attrattività e nuove famiglie tra gli obiettivi
Aprendo i lavori, Fugatti ha collegato sviluppo e capacità di attrazione del territorio, includendo esplicitamente il tema delle famiglie. “È un percorso ambizioso, ma necessario se il Trentino vuole guardare con sicurezza e ottimismo alle sfide future”, ha detto, richiamando innovazione, ricerca e sostenibilità. Poi ha aggiunto che conta anche la capacità di caratterizzare il Trentino come un luogo attrattivo, “capace di richiamare intelligenze, investimenti e nuove famiglie”.
In questa cornice, Fugatti ha indicato alcuni pilastri da garantire: “un welfare adeguato, una sanità accessibile e di qualità, politiche concrete per l’accesso alla casa e una competitività territoriale solida”. Ha inoltre richiamato l’idea di un’azione comune, sottolineando che occorre “fare sistema”.
Spinelli: dati economici e demografici come base della strategia
Spinelli ha definito “Prospettiva TRENTINO 2040” come una cornice di lungo periodo. “È la cornice strategica, una visione alta, entro cui vogliamo declinare le scelte economiche e di sviluppo dei prossimi quindici anni”, ha spiegato.
Nel descrivere la natura del lavoro, Spinelli ha chiarito che il documento nasce da un’analisi che include anche la dimensione demografica. “Si tratta di una visione integrata, che unisce industria, formazione, infrastrutture, innovazione e welfare, un lavoro trasversale, che nasce da un’analisi rigorosa dei dati economici, demografici e sociali del territorio”, ha detto, indicando l’obiettivo di costruire con gli attori locali traiettorie di sviluppo realistiche e sostenibili.
Ha poi richiamato il nodo delle competenze, sostenendo che “ricerca, imprese, credito, formazione ed ente pubblico sono chiamati a sostenere insieme il tessuto produttivo, ad aumentare la produttività, rafforzare le PMI e generare lavoro di qualità”.
Il contesto: produttività e demografia tra le fragilità strutturali
Il contesto socio-economico è stato illustrato dal sostituto dirigente dell’Istituto di statistica della Provincia, Vincenzo Bertozzi, che ha descritto un territorio solido e resiliente, ma anche segnato da alcune fragilità strutturali.
Tra queste, viene indicata una dinamica della produttività che fatica a consolidarsi e una ridotta spesa privata in ricerca e sviluppo. Inoltre, Bertozzi ha richiamato un dato chiave per la prospettiva 2040: un trend demografico in declino che nel tempo, secondo quanto presentato, “impatterà negativamente sulla forza lavoro disponibile”. Da qui deriva, nel quadro delineato, la necessità di rafforzare l’integrazione tra ricerca e sistema produttivo, oltre a sostenere politiche mirate su innovazione, competenze e attrattività.
Bertozzi ha anche individuato quattro settori strategici a maggior potenziale di crescita per il Trentino: scienze della vita, intelligenza artificiale, microelettronica ed energia.
Università di Trento: trasferimento tecnologico e “infrastrutture strategiche”
Nel confronto è intervenuto anche il mondo accademico. Il professor Stefano Schiavo ha indicato l’esigenza di una politica industriale che evolva verso servizi trasversali e capacità collettive, con l’obiettivo di sbloccare l’investimento privato. Ha inoltre evidenziato lo squilibrio tra l’eccellenza della ricerca pubblica trentina e la debole spesa privata in R&S, sollecitando attenzione su trasferimento tecnologico e capacità di assorbimento delle PMI.
Il professor Alessandro Rossi ha posto l’accento sul ruolo delle università come connettore tra eccellenze della ricerca e necessità del sistema trentino. Inoltre ha richiamato formazione continua e multilinguismo, definiti come “infrastrutture strategiche” per attrattività e competitività nel lungo periodo.
Il Piano: capitale umano e contrasto all’inverno demografico
Nel documento “Prospettiva Trentino 2040” la strategia viene descritta come integrata, perché tiene insieme sviluppo industriale, sostenibilità e coesione sociale. Tra i nodi operativi compare una direttrice esplicita sul capitale umano: “contrastare l’inverno demografico con la formazione continua”. Accanto a questa, vengono richiamati anche temi di nuovo welfare territoriale, con riferimenti a casa, salari e qualità della vita, e una prospettiva di rafforzamento delle PMI e della produttività.
Tavoli tecnici fino a giugno e documento di sintesi finale
L’incontro del 23 febbraio segna l’avvio di un percorso di consultazione che la Provincia intende sviluppare con metodo collegiale. Nei mesi di marzo e aprile sono previsti tavoli tecnici e incontri bilaterali con associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di raccogliere feedback e contributi tecnici.
La fase di ascolto si concluderà entro l’inizio di giugno, con la redazione di un documento di sintesi finale, indicato come utile anche per definire priorità d’intervento in vista della prossima manovra di assestamento di bilancio. Il percorso si chiuderà con un seminario di presentazione del framework definitivo alla comunità e agli stakeholder.








