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In Toscana il 12% della popolazione è migrante, Prato al 22,9% | L’analisi

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Stranieri residenti in crescita: 439.789 nel 2024

In Toscana l’immigrazione torna a crescere. Gli stranieri residenti passano da 424.066 a 439.789, con un aumento del 3,7% nel 2024, pari a quasi 16mila persone. Il dato segna il terzo anno consecutivo di crescita dopo il +2,1% registrato nel 2022 e confermato anche l’anno successivo, secondo i dati provvisori diffusi dall’Istat nel corso dell’anno.

Il quadro emerge dal Dossier statistico immigrazione a cura di Idos, presentato a Firenze dalla Cgil Toscana.

Saldo migratorio con l’estero e acquisizioni di cittadinanza

Diversamente dal 2023, quando l’aumento era stato determinato soprattutto dal numero limitato di stranieri che avevano lasciato la regione, nel 2024 la crescita sembrerebbe legata a una ripresa della mobilità e della capacità attrattiva del territorio regionale.

Bilancio demografico alla mano, l’aumento di quasi 16mila stranieri residenti a fine anno è assorbito pressoché interamente dal saldo migratorio con l’estero, pari a +26.332, con 29.306 “nuovi” stranieri registrati in anagrafe. A incidere in senso opposto ci sono le 13.373 acquisizioni di cittadinanza italiana, che riducono il numero degli stranieri residenti.

Distribuzione territoriale: cresce anche la fascia costiera

La distribuzione territoriale dei nuovi migranti non riguarda soltanto l’area fiorentino-pratese, tradizionale bacino d’insediamento, ma anche la fascia costiera, in particolare quella centro-settentrionale.

In termini percentuali, l’incremento maggiore è realizzato dalla provincia di Massa Carrara (+6,7%), che per il secondo anno consecutivo è la prima in Toscana per aumento percentuale di cittadini stranieri. Seguono Arezzo (+4,5%), Firenze (+4,3%) e Prato (+4,1%). Anche Lucca registra un +4,0%.

Redistribuzione sbarchi e arrivi nei porti toscani

In un quadro economico di crescita timida, con un aumento del Pil regionale dello 0,6%, in linea con la media nazionale (0,7%), l’aumento della popolazione straniera, soprattutto lungo la costa, viene collegato anche alle direttive del Ministero dell’Interno sulla redistribuzione degli sbarchi.

Nel 2023 la provincia di Massa Carrara aveva registrato 22 sbarchi per un totale di 1.103 persone. Nel 2024, nonostante il calo degli arrivi sulle coste italiane, al porto di Marina di Carrara sono arrivati 708 migranti in 12 sbarchi. Una situazione simile riguarda Livorno, dove nel 2024 sono arrivate 711 persone, in aumento rispetto alle 525 dell’anno precedente.

Accoglienza: 9.985 ospiti a giugno 2024

Queste tendenze non si riflettono in modo proporzionale nei dati sulle presenze nelle strutture di accoglienza. A giugno 2024 risultano ospitate 9.985 persone, con l’81,7% nei Cas e in altri centri governativi. Si tratta di appena 197 persone in più rispetto a dicembre 2023, pari a un +2,0%.

Secondo il dossier, il motivo è che gli arrivi del 2023, in forte crescita rispetto al 2022, hanno pressoché esaurito i posti del sistema di accoglienza regionale.

Incidenza degli stranieri: 12% in Toscana, Prato prima in Italia

L’incremento dei residenti stranieri accresce il loro peso sul totale della popolazione regionale. In Toscana, infatti, è straniero il 12,0% degli iscritti in anagrafe, contro l’11,6% del 2023. Il dato è superiore alla media nazionale, indicata al 9,2%.

A spingere in alto l’incidenza sono soprattutto Prato, che con il 22,9% si conferma la prima provincia d’Italia per incidenza della popolazione straniera, e Firenze con il 13,8%. Tutti gli altri territori restano sotto la media regionale.

Provenienze: Romania e Cina ai primi posti

La distribuzione per continenti e principali Paesi di provenienza risulta simile agli anni precedenti. Quasi la metà degli stranieri residenti in Toscana è europea (45,3%). Seguono gli asiatici con il 31,2%, gli africani con il 16,5% e gli americani con il 6,9%.

La comunità più numerosa è quella della Romania, con il 16,8% della popolazione immigrata, seguita dalla Cina (16,2%), dall’Albania (13,2%), dal Marocco (6,7%) e da Senegal e Ucraina, entrambe al 3,2%.

Lavoro: occupati stranieri a quota 214mila

Nel 2024 il numero di occupati stranieri in Toscana sfiora quota 214mila, il massimo storico regionale, con un’incidenza del 12,8% sugli occupati totali. I dati emergono dalla Rilevazione sulle forze di lavoro Istat.

Complessivamente, in Toscana, gli occupati crescono del 2,5% arrivando a 1.668.000. L’aumento dipende sia dalla componente italiana (+19mila) sia da quella straniera (+20mila). L’incremento dell’occupazione straniera è dovuto soprattutto alla componente femminile (+14mila), con un contributo positivo anche per quella maschile (+6mila).

Il tasso di occupazione degli stranieri, calcolato tra 15 e 64 anni, è del 66,8%. È più basso di quello degli italiani (71,5%), ma colloca la Toscana al quarto posto nazionale, dietro Valle d’Aosta, Veneto e Trentino Alto Adige.

Svantaggi strutturali: disoccupazione, sovraistruzione e sottoccupazione

I numeri indicano un andamento positivo dell’occupazione straniera, ma permangono condizioni strutturali di svantaggio. I disoccupati stranieri sono l’8,7%, in diminuzione rispetto al 2023 (11,3%) e sotto la media nazionale (10,1%). Tuttavia, il valore resta superiore al tasso degli italiani, pari al 5,9%.

Circa un terzo dei lavoratori immigrati è sovraistruito, il 33,2%, contro il 27,7% degli italiani. Inoltre, il 5,8% è sottoccupato, mentre per gli italiani l’incidenza è dell’1,7%.

Resta anche una forte differenza nelle mansioni: gli stranieri sono impiegati nel lavoro manuale non specializzato nel 24,6% dei casi, contro il 7,2% degli italiani. Al contrario, sono più raramente presenti come dirigenti o in professioni intellettuali e tecniche, con il 10% contro il 37,8% degli italiani.

Imprese: titolarità immigrata al 16,4% del totale

A fine 2024, il numero totale delle imprese a titolarità immigrata in Toscana raggiunge quota 64.154. La crescita è del 2,2% rispetto al 2023 e del 10,9% rispetto al 2019.

Il dato si contrappone al calo delle imprese con titolari italiani, diminuite del 7,6% negli ultimi cinque anni. Di conseguenza, l’incidenza delle imprese immigrate sale al 16,4% sul totale delle attive in Toscana, sopra la media nazionale dell’11,3%.

Tra i titolari di imprese individuali, oltre il 60% proviene da quattro Paesi: Cina (23,3%), Albania (14,3%), Marocco (11,3%) e Romania (11,3%).

A livello provinciale, Prato si distingue per l’alta concentrazione di imprese immigrate, con un’incidenza del 34,3%, mantenendo il primato nazionale. Seguono Firenze (19,3%) e poi le altre province con valori più contenuti.

Imprese femminili: Prato al 35,1% tra le titolari immigrate

Un’altra specificità riguarda la componente femminile. In Toscana, il 27,2% delle imprese immigrate è guidato da una donna, un valore superiore al dato nazionale (24,7%).

Anche qui emergono differenze provinciali. Prato si colloca al vertice con un’incidenza del 35,1%, seguita da Grosseto (29,1%).

Scuola: studenti stranieri in lieve crescita e nati in Italia

Nell’anno scolastico 2023/2024 gli studenti stranieri crescono da 72.769 a 73.578, con un incremento dell’1,1%. La crescita è lieve, ma viene collegata a due aspetti. Da un lato, in uno scenario di crisi demografica in Toscana, l’aumento della componente straniera nella popolazione studentesca rappresenta l’unico elemento capace di compensare almeno parzialmente la perdita complessiva di alunni, che continua da più di un decennio. Anche nel 2023/24, infatti, il numero totale degli studenti scende dell’1,4%.

Dall’altro lato, è il secondo anno consecutivo di crescita dopo la flessione registrata nel biennio della pandemia. La percentuale complessiva degli alunni di cittadinanza non italiana sale così al 15,4%, superiore alla quota degli stranieri sul totale dei residenti (12,0%).

Oltre due terzi degli studenti stranieri, il 67,4% pari a 49.569, sono nati in Italia. La percentuale sale al 70,8% nelle scuole primarie e all’80,9% nelle scuole dell’infanzia. Cala invece nelle secondarie di primo grado (66,1%) e soprattutto nelle secondarie di secondo grado (56,6%).

Resta la criticità della sovra rappresentazione negli istituti tecnici e professionali: tra gli stranieri iscritti alle superiori, il 33,3% sceglie un liceo, il 35,6% un istituto tecnico e il 31,2% un professionale. Tra gli italiani, le percentuali sono 55,0% licei, 28,6% tecnici e 16,4% professionali.

Le dichiarazioni della Cgil Toscana: “I dati non sono numeri, ma persone”

Durante la presentazione a Firenze, Anna Maria Romano della segreteria Cgil Toscana ha commentato: “Presentiamo questo dossier, che è un atto politico importante, perché racconta la realtà per quello che è, e non per come ce la vogliono far digerire. I dati non sono numeri, ma persone: persone con vite e diritti, che rappresentano anche una risorsa fondamentale per la Toscana e che non va sprecata. Non va sottovalutato neppure il livello culturale delle persone migranti, che spesso non riconosciamo. Questa iniziativa ci serve anche per decostruire il nostro pensiero coloniale”.

Tania Benvenuti del coordinamento immigrazione Cgil Toscana ha aggiunto: “I migranti rappresentano ormai un pilastro della società e dell’economia toscana, che va riconosciuto e valorizzato. Parlare di migrazione significa parlare di lavoro, di diritti sociali e di solidarietà umana: un sindacato non può non occuparsene. Le persone si spostano dai loro Paesi per cercare migliori condizioni di vita e di lavoro; è sempre stato così, dalla notte dei tempi, e sarà sempre così. Per fortuna, perché altrimenti ci saremmo estinti”.

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