“Non possiamo vivere così e continuare ad aver paura per le continue allerte a pochi giorni di distanza l’una dall’altra”.
Otto mesi dopo l’alluvione che causò 13 morti il 15 settembre scorso, l’incubo legato ai rischi di esondazione del Misa e del Nevola è tornato a bussare alla porta di Senigallia, in provincia di Ancona.
Ore di piogge intense nelle prime ore del giorno, corsi d’acqua ingrossati, allagamenti di strade e sottopassi, sistema fognario in tilt, l’ordinanza di restare ai piani alti degli edifici per i timori di una nuova piena distruttiva, hanno fatto piombare nuovamente nell’ansia i residenti anche nell’hinterland.
Alcuni, per la terza volta, hanno avuto allagamenti in casa, vittime anche dell’alluvione del 3 maggio 2014.
Solo nel primo pomeriggio si è potuto tirare un sospiro di sollievo, con il passaggio della piena senza esondazioni, ma la cittadinanza ha il morale a terra.
Le precipitazioni, con allagamenti di strade e tracimazione di fiumi torrenti e fossi, non hanno risparmiato il resto delle Marche.
Paura anche a Pesaro – dove alcune persone sono state evacuate per precauzione – per le esondazioni sparse del torrente Genica.
Inondato il piazzale dello stabilimento Scavolini, strade del quartiere Loreto trasformate in fiumi, altre arterie allagate e chiuse, difficoltà anche lungo la Ss16: la piena del Foglia è stata evitata solo grazie alla buona gestione della Diga di Mercatale.
Sono finora oltre un centinaio gli interventi dei vigili del fuoco per maltempo nelle Marche (50 nel Pesarese, 46 nell’Anconetano, 13 nel Maceratese) per allagamenti e alberi caduti in strada.
A Fano è esondato il Rio Crinaccio e una frana ha isolato la frazione di Roncosambaccio.
Il fiume Musone è tracimato in alcuni punti nella zona di Recanati (Macerata).
“Non possiamo vivere così e continuare ad aver paura per le continue allerte a pochi giorni di distanza l’una dall’altra”, dice all’ANSA una senigalliese.
“Fortunatamente il livello del Misa stavolta si è fermato a una ventina di centimetri dalla strada e all’ingresso del palazzo, nulla rispetto a otto mesi fa o al 2014”, racconta un residente di via Ciucci.
Il sollievo però è solo momentaneo.
L’allerta arancione proseguirà domani così come la chiusura delle scuole a Senigallia e nei Comuni del circondario.
Oggi, in via precauzionale, i sindaci hanno sospeso le lezioni anche a Pesaro, Urbino e Fano, per l’allerta meteo diramata dalla protezione civile in tutta la regione, in particolare nel Centro Nord.
Nel pomeriggio incontro tecnico tra Prefettura di Ancona, Comuni, Protezione civile, forze dell’ordine e le altre istituzioni: tra stasera e domani mattina sono previste nuove precipitazioni, anche temporalesche, che troveranno i terreni saturi dalle piogge di oggi, mentre il picco di piena del Misa arriverà in tarda mattinata.
Per saperne di più:

L’Italia delle case vuote nei posti sbagliati | Lo studio

Il fiscal gap che soffoca le nuove generazioni a danno di quelle attuali | L’analisi di Laurence Kot...

Quando le disuguaglianze aumentano e le opportunità di mobilità si riducono, fiducia e coesione risc...

Disagio socio-economico: nove indicatori per mappare le fragilità sociali nei quartieri di 25 | Il r...

La regia occulta dietro le rivolte di Milano e Torino | L’analisi di Maurizio Molinari






