“Una società meritocratica ha bisogno di tutele minime, come il reddito minimo garantito e il salario minimo, e deve cercare il più possibile di garantire l’uguaglianza delle opportunità ed evitare l’arroganza di chi ha avuto successo perché il merito individuale è inseparabile da una forte dose di fortuna: questa è la mia personale lettura dei tantissimi spunti offerti dal Festival internazionale dell’economia che si è appena concluso a Torino”.
Lo afferma, in un’intervista a ‘La Stampa’, l’economista, ex presidente dell’Inps, Tito Boeri. “Ci sono tante cose da fare per avvicinarci il più possibile a condizioni di uguaglianza delle opportunità. Come prima cosa occorrono misure più efficaci di contrasto della povertà: bisogna lavorare su tutti i minimi, sui trasferimenti come sui servizi reali, sui redditi minimi garantiti che devono essere associati a meccanismi di riduzione delle tasse per chi lavora anche poche ore per evitare le cosiddette ‘trappole della povertà'”, sottolinea Boeri, e questo “per una questione di equità ma anche di crescita ed efficienza, perché tra i poveri sono bloccati tantissimi talenti e dar loro la possibilità di uscirne significa dotare la società di capitale umano di alto livello”.
Per Boeri, “occorre potenziare i servizi reali offerti a chi è in stato di bisogno e lavorare tanto sul sistema educativo, sugli asili nido. Fondamentali, perché è a partire da qui che si possono dare opportunità a chi nasce in condizioni sfavorevoli – spiega l’ex presidente dell’Inps – se ben gestiti e pubblici, sono poi anche uno strumento per favorire la partecipazione femminile liberando anche lì tanti talenti oggi nascosti”.
“In un paese con fortissimi divari di reddito – prosegue -bisogna dare più soldi alle scuole che sono più a contatto col disagio sociale dove, ad esempio, occorre integrare persone che non parlano bene la nostra lingua.
Penso ad esempio alla sfida legata all’integrazione dei profughi ucraini”. In merito al salario minimo e al fatto che sia Gentiloni sia Visco hanno dato il ‘semaforo verde’, Boeri ribadisce: “Lo hanno fatto con grande autorevolezza alla luce della loro conoscenze delle esperienze europee”.
Anche l’economista greco vincitore del Nobel Christopher Pissarides “ne ha parlato molto e ci ha spiegato che può essere una risposta importante anche rispetto alle sfide che vengono dall’automazione”.
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