Passi avanti per il Fondo europeo per le materie prime rare.
Lo “storico asse decisionale Berlino-Parigi si è evoluto in un trilaterale con Roma” al fine di garantire l’autonomia strategica dell’Ue e di “affrontare le sfide della duplice transizione ecologica e digitale”.
Queste le parole del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a seguito del primo vertice tra Italia, Francia e Germania che si è tenuto ieri a Berlino e che ha avuto come tema l’approvvigionamento sicuro, sostenibile ed economico delle materie prime critiche.
Al tavolo con Urso erano seduti il ministro dell’Economia e dell’azione per il clima tedesco, Robert Habeck, e il ministro dell’Economia, delle Finanze e della Sovranità Industriale e Digitale francese, Bruno Le Maire.
Ciascuno dei tre esponenti governativi era poi accompagnato da quattro rappresentanti dell’industria (per l’Italia i ceo di Leonardo, Fincantieri, Enel e Stmicrolettronics).
Seguiranno un altro incontro a Roma sulle tecnologie digitali e un terzo in Francia sulle tecnologie green, anticipa Urso.
La scelta di partire dal tema delle materie prime deriva dalla consapevolezza, a seguito del Covid e soprattutto della guerra in Ucraina, dell’eccessiva dipendenza dell’Ue dipenda per l’estrazione e la lavorazione delle materie prime dall’estero, in primis dalla Cina.
Basti pensare, come riportato dal tedesco Habeck, che “molti prodotti realizzati in Europa hanno una dipendenza dalle materie prime cinesi che a volte arriva al 90%”.
L’industria europea non può certo risultare competitiva e proiettarsi al futuro “se dipende dagli altri per le materie prime critiche”, ha sottolineato il francese Le Maire.
Intanto con la prima riunione trilaterale Italia, Germania e Francia hanno compiuto insieme “un passo in avanti per una vera politica comune europea green e per un Fondo sovrano comunitario”, ha dichiarato il ministro Urso a MF-Milano Finanza.
Si è decretata infatti l’istituzione di un comitato congiunto tra i “tre grandi Paesi fondatori che condurrà ad un documento unitario”.
Nondimeno si è intrapresa una strada per un Fondo sovrano europeo che “incentivi la ricerca, l’estrazione e la lavorazione delle materie prime critiche e l’economia circolare”.
Sulla falsa riga dei fondi che l’Italia e la Francia hanno già creato a livello nazionale.
Il ministro Urso infine ha evidenziato che però anche l’Italia da sola può fare di più.
Da un lato può migliorare ancora “nel campo del riciclo, dove è già un Paese leader”.
Dall’altro deve cercare di riaprire i giacimenti chiusi ormai 30 anni fa”, pur nel rispetto del nuovo regolamento della Commissione europea, perché su 34 materie prime critiche ne ha almeno 16: “c’è tanto cobalto, titanio, zinco e litio”.
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