Una delle gradite sorprese del nuovo governo è stato l’impegno a mantenere in ordine i conti pubblici, impegno ben accolto dai mercati finanziari che l’hanno premiato con il buon andamento del fatidico spread.
Ma nel fine settimana la musica si è riempita di stonature, per l’annunciata intenzione di sostituire il Ragioniere generale dello stato, Biagio Mazzotta, con qualcuno più “flessibile” nell’analisi dei conti pubblici, naturalmente in vista della revisione del DEF e della nuova legge di bilancio.
Nulla di ufficiale, per ora, ma io ci penserei bene.
Naturalmente, nulla impedisce di sostituire Mazzotta con un altrettanto occhiuto Ragioniere.
Quello che proprio non si può fare è trovare un Ragioniere disposto ad allargare le maglie del bilancio, o a fare finta di non vedere che il governo le allarga.
Vale la pena di rammentare, al riguardo, che il nostro bilancio pubblico è concordato con le istituzioni europee e che gli stretti vincoli che abbiamo accettato sono legati all’esigenza di abbattere un debito pubblico un po’ troppo alto.
Se vi fosse sentore di una intenzione di rinnegare gli impegni, il clima finanziario attorno al governo potrebbe deteriorarsi rapidamente quanto drammaticamente.
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