Stellantis e Ford, due delle tre aziende nel mirino del sindacato United Auto Workers (Uaw), mette in congedo temporaneo altri 1.250 dipendenti dopo gli scioperi in corso da metà settembre negli impianti automobilistici statunitensi.
Stellantis lascia a casa altre 700 persone
Per Stellantis, secondo quanto scrive Reuters, la misura riguarda 700 dipendenti che lavorano per due fabbriche in Indiana. Dall’inizio della mobilitazione, la casa automobilistica italo-francese ha licenziato temporaneamente 1.340 dipendenti in tre Stati americani.
Per Ford 557 nuovi tagli
Per Ford ci saranno invece altri 557 tagli temporanei, 306 in un impianto di trasmissioni in Ohio, poco meno di 239 in cinque impianti Michigan e 12 a Chicago. In totale, Ford ha licenziato 2.480 dipendenti dall’inizio dello sciopero il 15 settembre. Secondo il Detroit Free Press, l’azienda è stata costretta a optare per nuovi tagli perché le fabbriche non possono consegnare i componenti per le auto a due dei maggiori impianti di assemblaggio Kentucky Truck Plant e Chicago Assembly Plant, anch’essi fermi. General Motors, invece, la terza casa automobilistica nel mirino dell’Uaw, da metà settembre ha messo in congedo temporaneo circa 2.300 dipendenti a causa delle fabbriche ferme.
Uaw non ha indetto nuovi scioperi nel fine settimana
Dall’inizio della mobilitazione a metà settembre, sono quasi 34.000 gli addetti ai lavori delle tre aziende automobilistiche ad aver smesso di lavorare, con un pesante bilancio sulla loro produzione e sulle loro casse. Gli scioperi hanno finora colpito una quarantina di impianti disseminati in tutti gli Stati Uniti. L’Uaw e le tre aziende stanno negoziando da mesi i nuovi contratti collettivi, e finora non hanno ancora raggiunto un’intesa soddisfacente per tutte le parti, in primis sul tema dell’incremento salariale per i lavoratori di fronte agli enormi profitti delle aziende e dei loro vertici. Ciononostante, il leader dell’Uaw, Shawn Fain, ha dichiarato prima dell’inizio del fine settimana che la mobilitazione non avrebbe colpito altri impianti oltre a quelli già in sciopero, ma non ha escluso un ribaltamento della situazione.
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