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Stefano Folli (Repubblica): «Le coalizioni politiche in rovina»

“Secondo una certa logica, la guerra in Europa dovrebbe aver scavato un fossato incolmabile, almeno a medio termine, nei due schieramenti in cui si articola la scena politica. Si capisce perché”.

Così Stefano Folli su Repubblica sottolineando che “non si tratta solo di un dissidio sull’invio di armi agli ucraini, come vorrebbero i minimalisti.

C’è molto di più: le coalizioni di sinistra e di destra – spiega l’editorialista – sono divise in modo drammatico al loro interno su questioni che riguardano la politica estera e di difesa.

E dietro tale frattura s’indovina la diffidenza trasversale verso il sistema delle alleanze occidentali, nonché la tentazione di fare da sponda a Putin – pur condannando con parole convenzionali l’invasione nel suo obiettivo di riscrivere gli equilibri europei. Sempre in odio all’America e spesso confondendo aggressore e aggredito.

In altri tempi la spaccatura – spiega l’editorialista – avrebbe costituito la discriminante su cui decidere gli amici e gli avversari. Si suppone che debba essere così anche oggi, quando verrà il tempo di compilare le liste elettorali e stabilire le alleanze. Ma i dubbi sono legittimi.

Sembra sfuggire che ormai i due schieramenti si stanno sfaldando nel giudizio dell’opinione pubblica. In ogni caso non sarebbero in grado di proporsi come forza di governo, se arrivassero alle elezioni carichi di ogni ambiguità sulla politica estera. Letta dice di voler governare solo se avrà vinto le elezioni in modo chiaro.

L’affermazione gli fa onore, ma sembra poco realistica quando al tempo stesso viene confermata l’alleanza con i 5S. A maggior ragione, un sistema proporzionale – da molti auspicato – finirebbe per fotografare la semi-paralisi, a voler dar retta ai sondaggi.

C’è invece un interesse convergente da opposte posizioni e riguarda il Pd e Fratelli d’Italia: andare a voto liberi da coalizioni e con un modello maggioritario. Magari forzando le caratteristiche dell’attuale ‘Rosatellum’, se non è possibile approvare una nuova legge”.

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