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Stefano Feltri (Domani): «Lo scioglimento del PD è l’unica speranza di salvezza per la sinistra italiana»

Per salvare la sinistra, scrive sul Domani il direttore Stefano Feltri, bisogna sciogliere il Pd, dichiarare l’esperimento fallito e lasciare che altri soggetti riempiano quello spazio.

Non si tratta di cambiare segretario, nome o facce, ma di archiviare un progetto politico: quello di uno schieramento progressista costruito intorno a un grande partito tradizionale.

Il Pd non riesce più a parlare ai suoi elettori, men che meno a quelli degli altri. Tutti conosciamo persone che hanno sempre votato a sinistra ma che questa volta non hanno votato il Pd.

E non lo voteranno mai più, perché è diventato “respingente” per troppi pezzi del suo elettorato potenziale, per i ceti più popolari, che lo vedono come il partito della classe media, per le élite progressiste, che lo considerano un partito della conservazione e dello status quo più che del cambiamento, per chi non ha appartenenza ideologica e, chiusa la stagione renziana, ha sempre visto leader preoccupati soltanto di preservare una tradizione in disfacimento.

Attualmente si vedono in campo due approcci, che cercano rispettivamente di preservare quello che è rimasto: gli amministratori (da Stefano Bonaccini e Vincenzo De Luca) spingerebbero il Pd in una direzione più decentrata e territoriale, i laburisti (da Andrea Orlando a Peppe Provenzano) verso un ideale socialdemocratico che però non funziona più.

E soprattutto non è più credibile. Resta l’ipotesi del partito-movimento con Elly Schlein: ma anche questa è bruciata e decotta.

Il Pd, conclude Feltri, poteva essere un grande aggregatore di tutte le energie a sinistra dello schieramento politico, ma avrebbe dovuto essere democratico davvero, scalabile, capace di tollerare al suo interno punti di vista e priorità diverse. Invece è stato soltanto spartizione di un potere sempre più piccolo tra due oligarchie, gli ex Ds e l’ex Margherita, che sono ancora ben distinte e riconoscibili nelle filiere di riferimento. Meglio allora che lasci spazio ad altro.

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