«Sono almeno tre i nodi che oggi rischiano di frenare la ripresa delle imprese: il debito, le materie prime, le competenze». È quanto ritiene Alessandro Spada, presidente di Assolombarda, rivolgendosi in assemblea al ministro dell’Economia, Daniele Franco. «Caro ministro, con la concretezza che la contraddistingue, le chiediamo di trovare nuove soluzioni per tutte le imprese che potranno avere difficoltà nella restituzione del debito in tempi così ristretti».
E spiega: «Come possono le Pmi, già con margini risicati e con un livello di indebitamento importante, trovare le risorse per investire e rigenerarsi? Chiusa la fase iniziale della pandemia, abbandoniamo la logica assistenziale e adottiamo finalmente strumenti strutturali di defiscalizzazione dell’economia reale. Avevamo chiesto la possibilità di allungare i tempi massimi di restituzione dei finanziamenti garantiti dallo Stato da 6 a 15 anni».
«Nel Decreto Sostegni è stato portato a 10 anni, ora l’Unione Europea lo ha ridotto a 8. Questa retromarcia è illogica, anche nell’interesse dello Stato creditore», sottolinea. «Ripartire non basta. Dobbiamo avere uno sguardo lungo. Oggi abbiamo l’opportunità e le risorse – ben 235 miliardi del Pnrr – per avviare una vera e propria rigenerazione: economica, sociale, politica e urbana».
«Abbiamo scelto questo luogo e questa giornata» ha aggiunto «perché entrambi hanno un grande significato. Qui siamo in un luogo straordinariamente importante per la storia dell’impresa lombarda e italiana. Oggi il messaggio che vogliamo dare alle imprese che lavorano in quei settori messi alla prova così duramente dalla crisi è: «Noi ci siamo. Insieme possiamo ripartire». E insieme possiamo ripartire perché il mondo delle imprese, nella sua generalità, è già ripartito.
Dopo avere passato una crisi difficile – più violenta che altrove – l’industria dei nostri territori mostra un recupero significativo». Pubblico e privato devono «lavorare assieme» perché non ci siano tentennamenti su «partite importanti per il futuro» di Milano, come il nuovo centro di produzione Rai, la sede del Tribunale Unificato dei Brevetti dell’Unione Europea e l’assegnazione dell’Autorità Europea Antiriciclaggio. A chiederlo, rivolgendosi in primis al sindaco Giuseppe Sala e al presidente della Lombardia, Attilio Fontana, è il presidente di Assolombarda.
Per l’imprenditore è necessario anche realizzare «tutte quelle strutture e infrastrutture necessarie per ospitare al meglio le Olimpiadi invernali» del 2026 e la riqualificazione dell’intera area di San Siro, «anche attraverso la costruzione del nuovo stadio. Un’opportunità da non perdere per ricucire il tessuto territoriale di questo quartiere e riqualificare un contesto urbano ormai da molti anni privo di identità».
A Milano, ha concluso Spada, dopo lo shock della pandemia da Covid, «la città deve mettere in campo una nuova capacità progettuale, che abbia come orizzonte l’area metropolitana e che faccia perno su una rinnovata collaborazione fra pubblico e privato».








