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[Viaggio nelle Città] Siena è uno scrigno colmo d’arte. Orfana del Palio ma pronta a ripartire. Ecco come

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Siena, 54.000 abitanti, città universale per la sua storia, il suo patrimonio artistico, la sua organizzazione in contrade sospese tra presente e fiero passato. Il Centro storico di Siena, dal 1995, è “Bene protetto dall’Unesco”, “Patrimonio dell’umanità”. La sua piazza del Campo, a forma di conchiglia, teatro del palio, è una piazza che unisce bellezza e prestigio, fascino ed eternità.

L’Osservatorio Riparte l’Italia ha intervistato Federica Olla, la presidente dell’Associazione Centro Guide Siena, in merito alla pandemia.

Presidente, ci racconti la sua città.

Siena è un piccolo scrigno, preziosissimo, colmo di opere d’arte e di armonia. Vanta una storia estremamente brillante in epoca medievale, è stata una delle città più popolose d’Europa e il territorio della Repubblica era particolarmente esteso e ricco di risorse. Attraversata dalla Francigena, l’asse viario più importante del tempo per i pellegrinaggi verso Roma e verso la Terra Santa, ha sviluppato una straordinaria vocazione all’accoglienza. Diocesi molto antica, repubblica solida e fiorente, si è distinta nei secoli per il suo xenodochio, ente di cura e di ospitalità modernissimo e potente, il Santa Maria della Scala, che la rese celebre a livello internazionale.

La sua popolazione fiera e compatta si caratterizza ancora oggi per essere riuscita a preservare quel senso di appartenenza e di identità solidale che va sotto il nome di “contrada”. La contrada è territorio e popolo al tempo stesso. È passione e unità, inscindibile dalla storia della città, da sempre. Ogni anno, in due date, questa città poliedrica, rinnova la sua storia e la vince – ogni volta -, rianimando un gioco antico e scenografico, metafora di battaglia e di vita: il Palio. Nelle sue strade meno conosciute si riescono a scoprire tesori inattesi, e scorci emozionanti. In certi momenti, può commuovere.

Presidente come Siena e la sua arte hanno vissuto la pandemia?

Dopo un’iniziale reazione sconcertata, ancora inconsapevoli di ciò che sarebbe stato, abbiamo attraversato la primavera in uno strano stato di sospensione. L’estate 2020 ha visto una risposta attiva e determinata di tutti coloro che volevano il ritorno dei visitatori, e alcuni settori si sono veramente inventati di tutto pur di destare curiosità e attrarre quei pochi che potevano muoversi nel paese. L’autunno ha definitivamente chiuso tutte le opportunità, facendo ricadere la popolazione in una silenziosa attesa. Un’attesa che però ci ha portato tempo per pensare e inventare. Ci faremo trovare pronti.

Il palio quanto manca all’identità dei senesi?

Il Palio manca tantissimo. Nelle date in cui avremmo dovuto correre abbiamo sentito un vero e proprio senso di “abbandono”. Sentire qualche tamburo che si esercita, o il suono delle chiarine di palazzo, ci emoziona e ci intristisce al tempo stesso. Ma – in assoluto –  quello che manca di più è la Contrada e le attività che  –  dai più piccoli ai più anziani –  sono il nostro modo di vivere insieme. In tempo di guerra il palio è sempre stato sospeso, come è comprensibile, visto che si tratta di una festa. Ma le contrade hanno perennemente mantenuto le loro cerimonie, i loro rituali, i gesti, la quotidianità, la vita sociale che permettevano ai senesi di continuare, in una sorta di “normalità”, la loro vita durante i conflitti. Invece la pandemia ha affossato tutto questo: ci ha impedito di vederci, di giocare, di trascorrere le sere a parlare in cerchio, seduti nei locali della comunità. Vivere la contrada è talmente radicato nelle nostre vite che il doverci rinunciare ci ha fatto sentire immensamente soli e disarmati. E ancora non è finita.

Ha riflettuto sul come fare “ripartire” la fruizione dell’arte dopo il covid?

Dobbiamo ripartire dai luoghi all’aperto, e Siena, per fortuna, non ha solo chiese e musei. Ha un patrimonio bellissimo di viuzze, palazzi, facciate, zone verdi, che possono essere fruiti e narrati. Per non parlare della provincia, e non solo. Dal canto nostro abbiamo creato uno splendido calendario di incontri monotematici, conferenze, trekking, visite specifiche e in luoghi inediti che coprirà tutta la stagione prossima. Il titolo invita a vivere questo territorio per conoscerlo a fondo: “(r)estate in Toscana”. Inizieremo con i senesi (curiosissimi) e con il turismo di prossimità, e stimolando alla ricerca della bellezza tutti coloro che abitano in questa regione. Dobbiamo sensibilizzare alla scoperta del bello e dell’arte, delle storie vere o leggendarie che dipingono i luoghi. E aspettiamo pazientemente la riapertura dei viaggi internazionali per affascinare il pubblico straniero che ci ha sempre apprezzato e che speriamo voglia tornare ancora.

Presidente, qual è l’augurio per Siena?

Che recuperi la sua immensa ricchezza umana e sociale, e che torni fiera a confermare la sua antica vocazione di città accogliente, cosmopolita, elegante e brulicante di cultura.

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