Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Sì a un nuovo Green Deal | L’analisi di Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia

Lo stop alla vendita di auto con motori endotermici dal 2035? Impossibile.

L’obiettivo di zero emissioni al 2050? Irrealistico.

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, è tra i più titolati a parlare di Green Deal e condivide la richiesta del governo di ridiscuterlo in Europa per rimettere le mani a date e obiettivi.

La sua non è una bocciatura senza appello, e Tabarelli ha affrontato il tema anche in occasione del convegno sul tema organizzato da Illumia, la società del gruppo Tremagi che è tra i principali operatori dell’energia sul mercato libero.

Ma certamente è una revisione all’insegna del realismo, come spiega a MF-Milano Finanza.

“Il Green Deal è un documento politico, non è scolpito nella pietra”, premette.

“Partiamo da un dato di fatto: non si può fare a meno dei combustibili fossili e del nucleare.

E a conti fatti, nemmeno delle auto col motore a combustione.

Sarebbe sciocco e autolesionista andare dietro a Paesi come la Norvegia, o guardando agli Usa, a Stati come la California che non hanno un’industria automobilistica”, sottolinea Tabarelli.

“Senza incentivi, l’auto elettrica non si vende.

Lasciamo allora che quelle tradizionali continuino a essere prodotte e a circolare, e magari puntiamo sui carburanti a basse emissioni, che già oggi fanno risparmiare 2 milioni di barili di petrolio al giorno.

È il 2% dei consumi mondiali di petrolio, può sembrare poco ma non lo è”.

“Ursula Von Der Layen ha un approccio più laico sulla transizione energetica, che riflette i nuovi equilibri politici.

Bisogna insistere sulla neutralità tecnologica.

Non serve demolire il Green Deal, ma rivederlo con un approccio più pragmatico”, ribadisce il presidente di Nomisma Energia, “Punto per punto.

Non solo l’obiettivo di azzerare le emissioni al 2050 è irrealistico, lo è anche il traguardo intermedio di ridurle del 55% al 2030.

Oggi siamo a -32% rispetto al 1990, come possiamo pensare di arrivarci in cinque anni?”.

Il suggerimento, allora, è riformulare gli obiettivi e riabilitare i combustibili fossili perché “non se ne può fare a meno.

Più gas, per esempio, al fianco delle rinnovabili e via libera al nucleare di quarta generazione”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.