Per più di sette italiani su dieci indicano come cause principali della denatalità gli stipendi bassi, la precarizzazione del lavoro, la mancanza di sostegni pubblici e di servizi diffusi e accessibili a tutti. Sono alcuni dei risultati di FragilItalia “La crisi demografica italiana: famiglia, denatalità, figli”, un’analisi condotta da Area Studi Legacoop e Ipsos, su un campione rappresentativo della popolazione.
Questa situazione si scontra con il desiderio di avere figli, manifestato chiaramente anche dai giovani: sette su 10 ne vorrebbero almeno due, quasi un terzo tre o più. Nella percezione della famiglia prevale la visione “aperta”. Per il 64% degli italiani la famiglia è un’unione tra due persone che decidono di convivere per perseguire un progetto di vita comune, a prescindere che siano di sesso diverso o dello stesso sesso.
«La questione demografica si colloca ai primi posti dell’agenda dei problemi di questo paese», dichiara il presidente di Legacoop, Simone Gamberini, che aggiunge: «è una questione strutturale che ha radici profondissime e tempi di risoluzione lunghi, e per questo deve essere interpretata e attaccata rapidamente e con la massima decisione. Inoltre, è un problema complesso, che non può essere affrontato con le scorciatoie culturali delle “sostituzioni etniche”, ma che richiede di comprendere l’intreccio di ragioni economiche, sociali e culturali che muovono la vita e le scelte delle persone e trasformano la società italiana».
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