Secondo questo quanto emerge dalla ricerca effettuata dall’Adepp, l’Associazione degli Enti previdenziali privati, presentata a Roma, mediamente, nella Penisola, fra i professionisti che sostengono notevoli costi di “start-up” (con investimenti per far partire il proprio lavoro che si collocano tra i 20.000 e i 50.000 euro) possono essere annoverati i commercialisti, «ma sicuramente ingegneri e architetti sono gli esponenti delle categorie che hanno dovuto effettuare gli investimenti più elevati (oltre 50.000 euro)».
Mentre – sempre nell’area professionale tecnica – i geometri che dichiarano di non aver sostenuto investimenti nella fase iniziale dell’attività, sono la percentuale maggiore. Pur emergendo, recita il dossier, «una sostanziale corrispondenza dei costi sostenuti per avviare l’attività dello studio professionale – nella maggioranza dei casi tra i 5 e i 10.000 euro (come, ad esempio, per i biologi, o per gli avvocati) – sono riscontrabili differenze importanti», in funzione delle aree lavorative e di mercato di riferimento.
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