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Serve una riforma complessiva della Giustizia | L’analisi di Serena Sileoni

Serena Sileoni sulla Stampa richiama la necessità di una riforma complessiva della Giustizia:

“Il ruolo dei pubblici ministeri – sottolinea l’editorialista – è teso tra la necessità che agiscano in piena indipendenza e la pari necessità che lo facciano responsabilmente.

La sottrazione a ogni tipo di pressione politica e la garanzia che la giustizia tratti tutti allo stesso modo sono la base generale delle soluzioni a quella tensione adottate nei paesi democratici, che mescolano in vario grado elementi tipici di modelli ora accusatori ora inquisitori, ora obbligatori ora discrezionali nell’esercizio dell’azione penale, ora più amministrativi ora più giurisdizionali.

Guardandosi intorno, pur nella varietà delle discipline, i poteri e l’organizzazione dei PM italiani sembrano non avere uguali.

In nessun altro paese essi godono – di diritto e di fatto – di uno status pari al nostro, in termini di assoluta indipendenza e limitata responsabilità.

La stessa obbligatorietà dell’azione penale a cui solo sono sottoposti non è un limite, ma una copertura alla discrezionalità.

Già questo primo dato comparato – osserva Sileoni – dovrebbe metterci in guardia dalla retorica per cui qualsiasi tentativo di riforma dell’ordinamento giudiziario costituisca una minaccia intrinseca alla nostra democrazia.

Le modalità con cui è organizzata la carriera del pubblico ministero sono variabili importanti del funzionamento della giustizia penale, ma chiaramente non le uniche, innestandosi in un delicato meccanismo in cui sono molte a determinare il risultato di una buona giustizia.

Tre, su tutte: un sistema politico in cui al rispetto per il ruolo della magistratura corrisponde un accorto uso dell’obbligatorietà dell’azione penale e degli strumenti processuali, a partire dalle misure cautelari; un sistema mediatico che, nel raccontare le vicende giudiziarie, voglia distinguere gli indizi dalle prove, i fatti rilevanti dai pettegolezzi, le indagini dal processo; una legislazione penale che si attenga ai principi di un diritto penale liberale, a partire dalla tassatività, dalla colpevolezza e dalla continenza nella invenzione di nuovi reati, pene e sanzioni.

La riforma della magistratura – conclude – è stato un passo opportuno. Ma non può certo dirsi l’unico e ultimo da compiere”.

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