Stefano Folli su repubblica auspica una mediazione sul tema giustizia: “La nuova stagione di tensioni tra politica e magistratura – scrive – avrà inevitabili conseguenze. Tuttavia potrebbero essere meno ovvie e prevedibili di come qualcuno ha messo in conto. E non riguardano solo il governo: anche l’opposizione non può pensare di ricavare troppi vantaggi da questo eterno ritorno del sempre uguale’. In primo luogo, a Palazzo Chigi devono ancora decidere quale via imboccare. La premier non può trasmettere l’idea d’essersi indebolita o, peggio ancora, di temere le inchieste giudiziarie fiorite qui e là. Al tempo stesso, la suggestione di andare avanti come un ariete, in una sorta di braccio di ferro definitivo con una parte della magistratura, sembra poco realistica (anche per il ruolo silente ma non indifferente del Quirinale).
Il sentiero è stretto, ma il compromesso deve essere possibile, altrimenti lo sconquasso dell’equilibrio democratico lascerà le solite macerie. In definitiva, si direbbe che a nessuno convenga soffiare sul fuoco. Nemmeno alla parte più militante della magistratura, se è vero che i sondaggi rilevano una progressiva perdita di credibilità del sistema giudiziario. E qui – sottolinea Folli – si torna al punto cruciale della riforma Nordio. Il governo può limitarsi a sventolarla come una bandiera garantista, ma senza vera intenzione di approvarla per non inasprire il conflitto fra poteri dello Stato.
Al punto in cui siamo, tuttavia, una rinuncia preventiva agli aspetti più significativi del progetto – a cominciare dalla separazione delle carriere – suonerebbe come una netta sconfitta del governo che apparirebbe condizionato al punto di non avere la forza per legiferare in Parlamento.
Ne deriva che in questo momento sono all’opera i tessitori. Il sottosegretario alla presidenza, Alfredo Mantovano, egli stesso magistrato, possiede le necessarie doti di mediatore e ha il giusto profilo per muoversi nei due campi. La riforma non può essere svuotata, ma non dovrà evidentemente risultare punitiva verso la magistratura. E l’opposizione – conclude Folli – può contribuire non poco a questa fase se sceglierà la via costruttiva”.
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