“La tragedia ucraina sta esponendo drammaticamente i gravi errori di policy di alcuni paesi. Semplificando un poco, i paesi in prima linea per i costi delle sanzioni sono tre, Austria, Germania e Italia. La dipendenza dal gas russo è massima negli ultimi due, che importano rispettivamente il 50 e il 40 per cento del loro gas dalla Russia. Il peso del gas nella generazione di energia è stimato (da Martin Wolf su FT) intorno al 15 per cento in Germania e Italia, mentre è del 3 per cento in Francia e dell’1 per cento nel Regno Unito”.
Lo sostiene Sergio De Nardis, economista.
“Le banche più esposte sono ancora tre, Unicredit, Société Generale e Reiffesen; le prime due hanno subito perdite significative nel prezzo delle azioni. I flussi commerciali con la Russia sono in generali modesti, anche per il nostro paese – ma ne possono risultare perdite altamente concentrate in alcune regioni e comparti. L’Italia del Nord Est è tra le più esposte. Le grandi compagnie petrolifere, tra le quali l’ENI, stanno lasciando le partecipazioni in Russia” scrive dalle colonne del magazine InPiù.net.
“Intanto, le sanzioni stanno spingendo molte entità finanziarie russe verso il fallimento – la prima filiale estera di Sherbank, la prima banca russa, è già fallita – e il rublo cade a precipizio. La banca centrale russa è stata privata in larga parte della possibilità di reagire.
Finirà che dovranno stampare moneta per dare da mangiare alla gente e pagare il costo dell’invasione e si avviteranno nell’iperinflazione. Dubito che Putin avesse valutato bene a che cosa andava incontro, ma certo questa volta le sanzioni imporranno un costo altissimo, insopportabile alla fragile economia russa (che ha un PIL più piccolo dell’Italia e spende 60 miliardi all’anno in armamenti).
Finora le sanzioni hanno cercato di preservare i flussi e i pagamenti di gas (è per questo che Sherbank e Gazprombank sono state escluse dalle sanzioni), ma con l’aggravarsi delle operazioni militari russe e delle perdite civili è molto difficile che anche il gas non finisca per esser colpito, da una parte o dall’altra. Faremmo bene a preparaci” conclude De Nardis.
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