«Sarà un Natale difficile. La crisi rallenta i consumi e l’emergenza obbliga ancora molte imprese a restare chiuse, come quelle della ristorazione. Le perdite 2020 sono senza precedenti, con penalizzazioni anche sul 2021. Ci sarà un balzo all’indietro di 25 anni, ai livelli della metà degli anni ’90; le unità di lavoro si ridurranno di circa il 10%», per questo servono «ristori tempestivi e adeguati alle cadute di fatturato». Queste le parole del Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in un’intervista al Corriere della Sera.
Sangalli sottolinea la necessità di «moratorie fiscali più ampie e più inclusive fino all’esonero totale, per le imprese più penalizzate, come già deciso nell’ultimo Ristori Quater del governo». «Inoltre», aggiunge, «una più ampia moratoria, oltre giugno 2021, servirà anche sul versante creditizio».
«Bisogna discutere in Europa di tempi di rientro dei prestiti contratti dalle imprese ed assistiti da garanzie statali oltre il termine attuale di sei anni, nonché della revisione delle regole tanto in materia di default d’impresa, quanto in materia di gestione di crediti deteriorati da parte delle banche», prosegue. « È necessario e urgente aprire una nuova e più concreta fase di confronto tra governo e parti sociali. Una nuova fase che si sviluppi con continuità e secondo modalità strutturate».
«Il debutto complicato dell’operatività del cashback rilancia l’esigenza di un’accurata preparazione di queste operazioni», osserva. Per la lotteria degli scontrini da gennaio «ad oggi, solo circa 700.000 registratori di cassa su 1,4 milioni sono stati tecnicamente adeguati per consentire l’accesso alla lotteria. E certo non per responsabilità degli esercenti, visto che il software è stato rilasciato a metà agosto e le installazioni presso i punti vendita sono iniziate ad ottobre, in piena epidemia. Una proroga sarebbe davvero una scelta saggia».
«Chiediamo che il PNRR sia l’occasione per un forte investimento, in termini di riforme, di risorse e di progetti, sul mondo del terziario di mercato», conclude. «Con circa 3 miliardi dedicati a cultura e turismo sui 209 che il PNRR programma di mobilitare entro il 2026, non si va certo lontano. La ripartenza del turismo italiano richiede un progetto integrato di ampia riqualificazione dell’offerta, anche in chiave green e con l’inclusione delle imprese tra i beneficiari del superbonus 110%». Secondo Sangalli sono necessari, inoltre, «digitalizzazione della promozione e della commercializzazione di servizi e destinazioni, e integrazione delle componenti della nostra offerta per accrescere permanenza e spesa dei turisti in Italia».








