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Carlo Sangalli (presidente Confcommercio): «La crisi delle imprese è seria, la prospettiva è la chiusura»

Il complesso contesto storico e le continue crisi degli ultimi anni stanno rendendo sempre «più concreto il rischio di recessione». Lo ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, intervenendo all’assemblea annuale della Fipe.

«Viviamo uno dei periodi più difficili della nostra storia recente», evidenzia. «Prima la pandemia, poi la guerra, con i drammatici costi umani e le ricadute economiche con l’inflazione che viaggia ormai verso il 12% e il travolgente caro energia che sta mettendo in ginocchio il sistema delle imprese. La prospettiva per moltissime attività è la chiusura».

«È una crisi che sembra senza fine, una crisi infinita, e che ha, se posso aggiungere, una conseguenza inedita. In questi anni, è come se una parte del Paese si fosse “chiusa” alla partecipazione, come se fosse entrata – lasciatemelo dire così – in un “lockdown civico”, quasi con l’idea che non si possa più fare la differenza davanti ai fenomeni globali», ha aggiunto Sangalli.

«Per questo l’impegno di organizzazioni come la nostra deve essere in un certo senso quello di “ancorare” la rappresentanza. Ancorarla agli interessi reali, agli interessi dei nostri settori e a quelli delle città che rappresentiamo economicamente. E questo è ancora più vero per la Fipe. Non esiste un bar, un ristorante, un locale, uno stabilimento balneare, senza un radicamento territoriale», ha concluso.

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