Guida autonoma e responsabilità civile nell’era dell’Intelligenza Artificiale

L’imminente ingresso dei sistemi di guida automatizzata avanzata – e, in particolare, del Full Self-Driving (Supervised) – nell’ordinamento europeo impone una riflessione sulla persistente adeguatezza delle tradizionali regole di imputazione della responsabilità civile in materia di circolazione stradale. L’attuale disciplina, concepita sulla base del presupposto inespresso della centralità del conducente umano, può presentare profili di inadeguatezza al cospetto delle nuove tecnologie che già nel contesto attuale modificano profondamente il rapporto uomo-macchina attraverso complessi sistemi di Human-Machine Interface (HMI) e Advanced Driver Assistance Systems (ADAS) ormai presenti nell’attuale parco circolante e destinati ad una ulteriore diffusione incessante e pervasiva.
La complessità che caratterizza la guida assistita e automatizzata, inoltre, si arricchisce di ulteriori elementi qualora si considerino le articolate interazioni tra i veicoli, le infrastrutture e gli utenti vulnerabili della strada quali i pedoni e ciclisti.
Il convegno PIARC sulla sicurezza stradale

L’analisi di queste tematiche ha costituito il filo conduttore del Convegno internazionale “Innovative Technologies to Enhance Road Safety”, svoltosi venerdì 30 gennaio 2026 a Roma, presso la Sala Assemblea dell’Automobile Club d’Italia, e sono state approfondite durante la relazione dal titolo Facing innovative legal scenarios in the era of autonomous driving tenuta da Enrico Al Mureden, Ordinario di Diritto civile e docente di Diritto dell’automotive nell’Università di Bologna.
L’evento organizzato da PIARC Italia, ANAS S.p.A. e AISCAT – introdotto e coordinato da Domenico Crocco, Primo Delegato e Segretario Generale di PIARC Italia e Responsabile degli Affari Istituzionali Internazionali di Anas – ha compendiato, tra gli altri, gli interventi di Claudio Andrea Gemme, Amministratore Delegato di Anas e Presidente di PIARC Italia, Emanuela Stocchi, Presidente PIARC e Direttore ad interim AISCAT, Luciana Iorio, Presidente del Forum Globale per la Sicurezza Stradale (WP.1) presso la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE).
Approccio olistico alla sicurezza stradale
Nel contesto del dialogo caratterizzato da una dimensione fortemente interdisciplinare, infatti, è emersa la fondamentale rilevanza rivestita dalla adozione di un approccio olistico alla sicurezza stradale. L’implementazione delle nuove tecnologie che consentono la guida assistita e automatizzata, infatti, presuppone necessariamente una efficiente interazione dei veicoli con le infrastrutture e sottolinea la fondamentale rilevanza assunta dalle opere di ammodernamento della rete stradale.
Anche il fattore dell’educazione stradale costituisce un elemento di fondamentale importanza in un’epoca segnata da una profonda trasformazione della circolazione, nella quale diviene fondamentale individuare strumenti capaci di porre anche agli utenti vulnerabili della strada, quali pedoni e ciclisti, nella condizione di conoscere e sfruttare le tecnologie funzionali a garantire loro il più alto livello di protezione.

Danno anonimo e nuovi strumenti di compensazione
All’interno di questo scenario è stata posta in rilievo la necessità di individuare efficaci strumenti giuridici capaci di accompagnare e promuovere la transizione verso una circolazione stradale automatizzata e connessa. In quest’ottica, sottolinea Al Mureden, riveste un ruolo fondamentale l’individuazione di regole capaci di assicurare un’effettiva compensazione economica anche a fronte di nuovi incidenti nei quali la complessità delle tecnologie potrebbe rendere difficilmente applicabili le discipline tradizionali.
In particolare – in un contesto caratterizzato da sistemi complessi che si avvalgono delle tecnologie dell’Intelligenza Artificiale e del Machine Learning, coinvolgendo una molteplicità di componenti destinati ad instaurare tra loro profonde interazioni – assume una rilevanza fondamentale superare la logica dell’accertamento di un “difetto” inteso in senso tradizionale e concepire sistemi di compensazione economica del danneggiato che consentano una piena ristorazione del pregiudizio subito anche nelle fattispecie riconducibili alla categoria del cosiddetto “danno anonimo”.
Utenti vulnerabili e autoresponsabilità
Al tempo stesso le nuove tecnologie impongono una rinnovata riflessione in ordine all’inclusione nelle dinamiche della sicurezza stradale degli utenti quali i pedoni e ciclisti che, non essendo soggetti a processi di apprendimento e verifica della conoscenza delle regole propedeutiche al conseguimento della patente, si collocano, storicamente, in una posizione di asimmetria informativa.
Anche con riferimento a questo problema emerge l’esigenza di adottare un nuovo approccio nella lettura delle regole che, storicamente, governano l’attribuzione della responsabilità civile e la ripartizione delle colpe tra i soggetti coinvolti nei sinistri stradali. In uno scenario futuro nel quale anche pedoni e ciclisti potrebbero beneficiare della protezione offerta da dispositivi capaci di incentivare il rispetto delle regole della sicurezza stradale, si imporrà una rilettura delle regole che, valorizzando l’autoresponsabilità, consentono una modulazione del risarcimento operata in funzione del concorso colposo del danneggiato.
Le attività di ricerca del Comitato Tecnico PIARC
Proprio entro questi scenari si collocano le attività di ricerca svolte dal Comitato Tecnico 2.6 “Guida autonoma e Nuove Tecnologie per la Sicurezza” di PIARC (Permanent International Association of Road Congresses) WG 3 – Aspetti di Responsabilità e Sociali della Guida Connessa, che nell’ambito della Conferenza internazionale “Innovative Technologies to Enhance Road Safety” ha trovato un fondamentale momento di confronto.
Per chi fosse interessato, la registrazione dell’evento è disponibile a questo indirizzo.

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